Sopralluogo del sindaco Vito Leccese e della Soprintendente Paolillo: entro l’anno apriranno la caffetteria con terrazze, nuove sale espositive e l’installazione artistica nel parco di San Pietro.

BARI – Il Museo Archeologico di Santa Scolastica si prepara a cambiare volto, trasformandosi da semplice luogo espositivo a una vera e propria “cittadella” pulsante nel cuore di Bari Vecchia. Questa mattina, il sindaco metropolitano Vito Leccese e la dirigente della Soprintendenza, Francesca Romana Paolillo, hanno effettuato un sopralluogo per verificare l’avanzamento dei lavori che porteranno, entro la fine dell’anno, alla chiusura definitiva del cantiere e alla piena fruizione di tutti gli spazi.
Cosa cambierà: dai laboratori interrati alle terrazze panoramiche

Il progetto di completamento non si limita ad ampliare l’esposizione, ma punta a creare un’esperienza multidisciplinare per i visitatori:
- Il piano interrato: ospiterà aree dedicate alla didattica e un suggestivo lapidarium, dove saranno esposte epigrafi ed elementi architettonici lapidei.
- La caffetteria: situata nel piano soppalcato, sarà dotata di cortili esterni e due terrazze panoramiche. Sarà aperta fino a sera, pensata come un luogo di aggregazione oltre la visita museale.
- Il secondo piano: vedrà l’allestimento di nuove sezioni dedicate alla collezione numismatica, ai traffici commerciali nel Mediterraneo (con anfore da trasporto) e una sala multimediale.
- L’Archeologia di Bari: un’area specifica racconterà la storia antica della città e dell’area di San Pietro.
Il segno contemporaneo di Edoardo Tresoldi

Una delle novità più attese riguarda il parco archeologico di San Pietro, dove è in fase di completamento l’installazione di Edoardo Tresoldi. L’artista, celebre per le sue strutture in rete metallica che ricostruiscono architetture fantasma, era presente al sopralluogo.
“Il suo intervento rompe il silenzio millenario del parco e lo trasforma in un segno contemporaneo, capace di attrarre ed emozionare”, ha dichiarato il sindaco Leccese, sottolineando come l’opera trasformerà l’area in un presidio visivo potente e riconoscibile.
Un museo che dialoga con la città

L’obiettivo dell’amministrazione e della Soprintendenza è quello di un museo “vivo”, capace di integrare laboratori, musica e presentazioni di libri.
“Vogliamo fare della cultura una pratica quotidiana”, ha ribadito Leccese. Un concetto ripreso anche dalla consigliera delegata Francesca Bottalico, che ha definito il progetto come un ponte tra memoria e futuro, un presidio sociale e culturale accessibile a tutti.

Per la soprintendente Paolillo, Santa Scolastica resta il luogo fondamentale per raccontare la storia di Bari, e l’imminente arricchimento degli spazi permetterà una valorizzazione del patrimonio archeologico senza precedenti per la Terra di Bari.

