Riuso sociale dei beni confiscati: presentati i 13 progetti finanziati dalla Regione PugliaDecaro: “Dove c’erano le mafie oggi torna la comunità”. Miglietta: “Segnale concreto di cambiamento”

Bari, 8 aprile 2026 – Sono 13 i progetti finanziati in tutta la Puglia nell’ambito dell’avviso “Puglia Beni Comuni”, la misura regionale dedicata al riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Un investimento complessivo di 11 milioni di euro, a valere sulle risorse del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, che punta a trasformare immobili sottratti alle mafie in spazi di comunità, inclusione e innovazione sociale.

Dalla creazione di servizi socio-educativi ai centri civici e culturali, fino a progetti di co-housing e accoglienza per persone fragili, le iniziative selezionate – 13 su 34 candidature – coprono tutte le sei province pugliesi: quattro nel Leccese, tre nel Barese e tre nel Brindisino, una rispettivamente a Foggia, Taranto e nella BAT.

I progetti sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e dall’assessora alla Cultura e Conoscenza, Silvia Miglietta, insieme ai rappresentanti dei Comuni coinvolti, di ANCI Puglia, Avviso Pubblico e Libera.

Le iniziative rispondono ai bisogni emergenti dei territori: a Taurisano nascerà un centro di accoglienza per persone vulnerabili; a Foggia uno spazio multifunzionale dedicato ai giovani; a Monteroni un laboratorio sociale legato alla mobilità sostenibile. Previsti anche housing per donne vittime di violenza ad Adelfia, un centro per anziani a Ostuni e un presidio civico e culturale a Bari.

Tra gli altri interventi, un centro per lavoratori stagionali a Ruvo di Puglia, una casa domotica per persone con disabilità a Melendugno, un hub per le arti a Martina Franca, un progetto legato alla blue economy a Fasano e strutture dedicate alla genitorialità e all’inclusione sociale a Trani e Brindisi.

Nel corso della presentazione, Decaro ha sottolineato il valore simbolico e concreto dell’iniziativa: “Dove prima c’era controllo del territorio, oggi c’è apertura. Dove c’era esclusione, oggi c’è inclusione. Dove c’era paura, oggi torna la comunità”. Il presidente ha ricordato anche il ruolo fondamentale della legge 109 del 1996, nata su impulso di Luigi Ciotti, che ha reso possibile il riutilizzo sociale dei beni confiscati.

L’assessora Miglietta ha evidenziato come i progetti rappresentino “un segnale concreto di cambiamento”, capace di attivare percorsi di rigenerazione urbana e sociale, coinvolgendo attivamente le comunità locali e il terzo settore.

Soddisfazione anche da parte di ANCI Puglia e delle associazioni impegnate nella promozione della legalità, che hanno sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni e società civile nel restituire ai cittadini spazi sottratti alla criminalità organizzata.

L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia della Regione Puglia per rafforzare le politiche di antimafia sociale e promuovere modelli di sviluppo inclusivi, basati sulla partecipazione e sulla valorizzazione dei territori.

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