Migliaia di agricoltori e circa 4.000 trattori sono scesi in strada questa mattina a Bari per manifestare contro la grave crisi che sta colpendo il settore primario e mettere a rischio la tenuta economica delle imprese del territorio. Il corteo, partito attorno alle ore 9:00 dalla spiaggia cittadina di Pane e Pomodoro, ha percorso le vie del lungomare per raggiungere la sede dell’Assessorato regionale all’Agricoltura.
La mobilitazione, promossa da Coldiretti Puglia, punta a sollecitare la Regione e le istituzioni all’adozione di un piano straordinario di interventi diretti a tutte le filiere produttive.
I punti critici della protesta
Al centro della mobilitazione vi sono diverse criticità strutturali ed economiche:
- Esplosione dei costi di produzione: i continui rincari di energia, carburanti, fertilizzanti e gestione delle risorse idriche stanno gravando sui bilanci aziendali, riducendo al minimo i margini di profitto.
- Tensioni sul comparto olivicolo: il settore soffre le conseguenze di speculazioni finanziarie, importazioni da Paesi terzi e distorsioni di mercato che comprimono i prezzi riconosciuti ai produttori all’origine.
- Difficoltà di accesso al credito: le imprese denunciano una drastica carenza di liquidità alla vigilia delle nuove campagne produttive.
- Pressioni su grano, ortofrutta, vino e zootecnia: settori chiave del Made in Italy pugliese schiacciati dalla concorrenza estera e dai costi d’impresa.
Per tutelare il reddito agricolo e la salute dei consumatori, Coldiretti chiede una stretta sui controlli legati alla tracciabilità dell’origine dei prodotti e misure severe contro la contraffazione e i traffici illeciti di olio e grano.
Le dichiarazioni di Coldiretti Puglia
Le istanze presentate oggi riprendono quanto già espresso nelle mobilitazioni dello scorso 10 giugno presso le Prefetture d’Italia, ritenuto tuttavia insufficiente rispetto al progressivo aggravarsi del quadro economico.
Il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, ha sintetizzato così le ragioni della nuova manifestazione:
“Siamo tornati qui perché quello che abbiamo ottenuto finora è insufficiente. I costi stanno sempre aumentando e non si sa quando questa inflazione finirà, per cui immaginiamo un perdurare ormai del triplicarsi dei costi di produzione delle aziende. Tutti i settori agricoli sono in uno stato di calamità profondo. Alla Regione chiederemo lo stanziamento di fondi per cercare di riconvertire e di ristrutturare le filiere, perché oggi il produttore non ha più potere contrattuale ed è condizionato da un oligopolio.”

