Bari, quei “fiumi di pietra” sotto i nostri piedi: il tesoro nascosto delle lame

Un incontro al Kursaal Santalucia accende i riflettori sul sistema delle lame: un patrimonio inestimabile che intreccia natura, biodiversità e millenaria presenza umana.


BARI – Esistono vie antiche, silenziose e scavate nella roccia, che attraversano il paesaggio barese collegando l’entroterra al mare. Sono le lame, i “fiumi di pietra” che caratterizzano la geomorfologia della Terra di Bari. Di questo straordinario patrimonio, troppo spesso invisibile agli occhi dei cittadini, si è discusso durante l’incontro “Le lame tra natura, ambiente e insediamenti umani”, ospitato nella prestigiosa cornice del Kursaal Santalucia.

L’evento ha riunito esperti, geologi, storici e amministratori per approfondire il ruolo cruciale che questi solchi erosivi rivestono per l’equilibrio idrogeologico, la conservazione della flora e la storia degli insediamenti in Puglia.

Cosa sono le lame: corridoi ecologici e culle di civiltà

Le lame non sono semplici avvallamenti del terreno, ma veri e propri ecosistemi complessi. Formatesi nel corso dei millenni per l’erosione delle acque superficiali su rocce calcaree, oggi rappresentano:

  • Corridoi biologici: ospitano specie vegetali e animali rare, fungendo da veri e propri polmoni verdi in un territorio fortemente urbanizzato.
  • Siti archeologici a cielo aperto: lungo i loro argini sono stati ritrovati insediamenti rupestri, antichi frantoi, necropoli e masserie, a testimonianza di come l’uomo abbia scelto questi luoghi per vivere sin dalla preistoria.
  • Regolatori idraulici: svolgono una funzione fondamentale nella gestione delle acque piovane, prevenendo pericolosi fenomeni di dissesto idrogeologico.

Il confronto al Kursaal: tutela e valorizzazione

Durante l’incontro è emersa con forza la necessità di una nuova narrazione per le lame. Per decenni viste come zone marginali o, nel peggiore dei casi, come aree di degrado da colmare, oggi le lame sono riconosciute come un’opportunità di sviluppo sostenibile per la città metropolitana.

I relatori hanno sottolineato l’importanza di realtà come il Parco Naturale Regionale di Lama Balice, esempio concreto di come questi solchi possano diventare parchi urbani fruibili per il trekking, l’educazione ambientale e il turismo lento. La sfida per il futuro è duplice: proteggere questi varchi naturali dall’abusivismo e dal cemento e, al contempo, renderli parte integrante del vissuto quotidiano dei baresi.

Una risorsa per il futuro di Bari

Riscoprire le lame significa comprendere l’identità profonda di Bari e della Puglia. L’incontro al Kursaal ha ribadito che la bellezza del nostro territorio non risiede solo nelle sue coste, ma anche in questo reticolo naturale che respira sotto i nostri piedi. Investire nella loro tutela significa garantire una città più resiliente ai cambiamenti climatici e più ricca di spazi di socialità a contatto con la natura.

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