Domani la firma in Capitaneria a Molfetta per rafforzare prevenzione e formazione
Rafforzare la sicurezza a bordo dei pescherecci, ridurre gli infortuni e promuovere una cultura della prevenzione in uno dei settori più esposti ai rischi. È questo l’obiettivo dell’accordo quadro che sarà firmato domani alle ore 10 presso la Capitaneria di Porto di Molfetta.
L’intesa coinvolge la ASL Bari – attraverso il Dipartimento di Prevenzione e lo SPESAL Area Nord – insieme alle principali organizzazioni della pesca e del lavoro marittimo.
Un’alleanza per la sicurezza
All’accordo partecipano numerose realtà del settore: Federpesca, Legacoop Agroalimentare, Fedagri–Confcooperative, Agci-Agrital, Coldiretti Pesca, Flai CGIL, Fai Cisl, Uila Pesca, Gal Costa dei Trulli, Gal Terre di Mare e UNCI Agroalimentare.
Un’alleanza ampia che riunisce imprese, lavoratori e territori della filiera ittica, con l’obiettivo di migliorare concretamente le condizioni di lavoro in mare.
Un settore strategico ma a rischio
Il comparto ittico pugliese rappresenta una realtà di primo piano a livello nazionale, con circa 3.300 addetti e una flotta di 1.511 pescherecci, la seconda in Italia. Il valore economico complessivo supera i 290 milioni di euro.
La provincia di Bari è uno dei principali poli regionali, con centinaia di lavoratori e una flotta attiva tra i porti di Molfetta, Monopoli e Bari.
“La sicurezza deve diventare strutturale”
“Intervenire nel settore della pesca significa entrare in uno degli ambienti di lavoro più complessi, dove il rischio è parte della quotidianità – ha dichiarato il direttore generale della ASL Bari, Luigi Fruscio –. Con questo accordo mettiamo a sistema competenze e rappresentanze per costruire risposte concrete: formazione mirata, modelli organizzativi più sicuri e promozione della salute”.
I rischi a bordo
Il lavoro sui pescherecci presenta numerose criticità:
- cadute e scivolamenti, spesso in condizioni meteo avverse
- movimentazione manuale dei carichi e sforzi intensi
- utilizzo di macchinari con rischio di infortuni
- caduta in mare e gestione delle emergenze
- esposizione prolungata ad agenti atmosferici
Formazione e prevenzione al centro
L’accordo prevede:
- percorsi di formazione e addestramento pratico
- diffusione di buone pratiche operative
- modelli organizzativi semplificati per la sicurezza
- programmi di studio e analisi dei dati
- iniziative per la promozione della salute e corretti stili di vita
Nonostante le dimensioni contenute, il settore della pesca resta tra quelli con la più alta incidenza di infortuni, spesso sottostimati. L’intesa punta proprio a intervenire in modo strutturale per ridurre rischi e migliorare la sicurezza dei lavoratori del mare.

