Tra fenomeni naturali e criticità strutturali, il lungomare racconta una storia diversa dalla cartolina

BARI — Nel punto più iconico e fotografato della città, il mare non è più blu. Sul tratto centrale del Lungomare Nazario Sauro, a pochi passi da palazzi eleganti e passeggiate da cartolina, si accumula da anni una massa di alghe scure e maleodoranti che restituisce un’immagine lontana da quella promossa nelle brochure turistiche.
Un problema ciclico
Il fenomeno si ripete con regolarità: le alghe arrivano, si stratificano e, con il tempo, marciscono. L’odore diventa acre e persistente.
Seguono interventi straordinari di rimozione che, però, si rivelano temporanei. Dopo poche settimane, la situazione torna quella di partenza. Un ciclo continuo che solleva una domanda inevitabile: è possibile una soluzione definitiva?
Le cause: tra natura e intervento umano
L’accumulo di alghe non è un fenomeno nuovo né del tutto imprevedibile. A influire sono diversi fattori:
- le correnti dell’Adriatico
- le temperature elevate
- la conformazione del fondale
A questi si aggiungono elementi più complessi:
- eccesso di nutrienti nelle acque
- urbanizzazione costiera
- ridotto ricambio marino
- interventi strutturali non risolutivi
Una combinazione che trasforma un evento naturale in una criticità cronica.
La contraddizione dell’immagine
Il problema emerge con maggiore evidenza durante eventi di rilievo internazionale come il BIF&ST – Bari International Film Festival, quando la città si presenta al pubblico con il suo volto culturale e turistico.
Eppure basta spostare lo sguardo verso il mare per cogliere una contraddizione evidente tra immagine e realtà.
Percezione e turismo
Il turismo “veloce”, fatto di brevi soste e visite rapide, spesso non si sofferma su questi dettagli.
Diverso è lo sguardo di chi osserva con attenzione o torna nel tempo: per questi visitatori, l’immagine di una città che ambisce a essere una metropoli internazionale si incrina proprio nel suo punto più identitario, il mare.
Segnali di disordine
Lungo lo stesso tratto di costa si riscontrano anche altre criticità:
- piccole imbarcazioni in condizioni precarie
- pratiche al limite della regolarità
- gestione disordinata degli spazi
Elementi che contribuiscono a rafforzare una percezione di trascuratezza.
Una questione ambientale e simbolica
Quella delle alghe non è solo una questione ambientale, ma anche simbolica. Riguarda il rapporto tra la città e il suo mare, tra ambizione e gestione quotidiana.
Intervenire solo in emergenza significa accettare una condizione che rischia di diventare normalità.
Le possibili soluzioni
Le soluzioni esistono, ma richiedono visione e continuità:
- miglioramento della qualità delle acque
- interventi sulla circolazione marina
- pianificazione strutturale della gestione delle alghe
Si tratta di azioni complesse, ma già adottate con successo in altre città costiere.
Una domanda aperta
Resta quindi una domanda: Bari vuole affrontare in modo strutturale il problema o continuare a gestirlo in emergenza?
Nel frattempo, il mare continua a parlare. E ciò che racconta non coincide sempre con l’immagine che la città vorrebbe offrire.

