La Puglia prova a riequilibrare il rapporto tra turismo e diritto all’abitare. Con una nuova legge regionale, Bari e gli altri comuni a forte vocazione turistica potranno introdurre limiti agli affitti brevi nelle aree più sature, con l’obiettivo di tutelare i residenti e preservare la vivibilità dei centri urbani.
Emergenza abitativa e crescita dei flussi turistici
Negli ultimi anni il boom delle locazioni turistiche ha trasformato profondamente il mercato immobiliare pugliese. I dati del 2025 parlano chiaro: oltre 44.000 immobili destinati ai vacanzieri, pari al 17,1% delle presenze complessive, con una crescita del 24,8% rispetto all’anno precedente.
Un’espansione che ha favorito l’economia locale ma che, allo stesso tempo, ha reso sempre più difficile trovare una casa per famiglie, lavoratori e studenti. La diffusione delle piattaforme digitali ha incentivato molti proprietari a scegliere l’affitto breve, più redditizio rispetto ai contratti a lungo termine, svuotando progressivamente il mercato residenziale tradizionale.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: centri storici sempre più turistici e sempre meno abitati, con una pressione crescente sui quartieri più attrattivi.
Il ruolo dei comuni nella gestione del territorio
La nuova normativa, promossa dal presidente regionale Antonio Decaro, introduce un cambiamento significativo: saranno i comuni ad avere strumenti concreti per intervenire.
A partire da Bari, le amministrazioni locali potranno mappare il territorio e individuare zone in cui limitare l’apertura di nuovi bed & breakfast e case vacanza. L’obiettivo è garantire un’offerta adeguata di alloggi a prezzi accessibili per chi vive stabilmente in città.
Si tratta di una strategia che punta a preservare l’equilibrio urbano, evitando che lo sviluppo turistico diventi un fattore di espulsione per i residenti e comprometta l’identità dei quartieri.
Regole più rigide e confronto con le parti sociali
Il provvedimento introduce anche nuovi obblighi per i proprietari: ogni attività di locazione turistica dovrà essere ufficialmente comunicata, sia in fase di avvio che di sospensione o cessazione.
Nei prossimi giorni prenderanno il via i tavoli di confronto con le parti sociali per definire nel dettaglio i nove articoli della legge. Un passaggio fondamentale per trovare un equilibrio tra le esigenze economiche del settore turistico e il diritto alla casa.
La Regione guarda a modelli già sperimentati in altre realtà italiane, con l’obiettivo di trasformare il turismo da fattore di pressione a risorsa sostenibile.
Verso un nuovo modello di accoglienza
La sfida è complessa: sostenere un comparto strategico come il turismo senza sacrificare la qualità della vita dei cittadini. La nuova legge rappresenta un primo passo verso un modello più equilibrato, in cui accoglienza e residenzialità possano convivere.
Per Bari e per tutta la Puglia, si apre ora una fase decisiva, in cui le scelte delle amministrazioni locali determineranno il futuro delle città e delle comunità che le abitano.

