Si è svolto oggi a Taranto il Consiglio di Fabbrica sull’ex Ilva, alla presenza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dei rappresentanti sindacali e degli enti locali. L’incontro si è concluso con la firma congiunta di un verbale che chiede al Governo due impegni fondamentali per il futuro dello stabilimento e dell’intero settore siderurgico nazionale.
Richiesta al Governo: rispetto del piano industriale e garanzia di responsabilità pubblica
Tutte le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali, insieme alla Regione, hanno chiesto al Governo di:
- Rispettare il piano di rilancio che prevede quattro forni DRI e quattro forni elettrici, di cui tre a Taranto e uno a Genova.
- Prevedere un ruolo diretto e pubblico nella realizzazione del piano, chiedendo alla presidente del Consiglio Meloni un intervento che assicuri impegno e responsabilità statale sul progetto.
La richiesta nasce dalla consapevolezza che, anche in caso di coinvolgimento di un operatore privato, non è più possibile basarsi esclusivamente sulla fiducia in soggetti che rispondono a logiche diverse da quelle di interesse pubblico.
Emiliano: “Senza rilancio e ristrutturazione, impossibile uscire dalla crisi sanitaria e ambientale”
Nel suo intervento, il presidente Emiliano ha ribadito che una piena ristrutturazione dell’impianto è indispensabile per superare la crisi industriale, sanitaria e ambientale che da anni coinvolge Taranto e il Mezzogiorno.
Ha ricordato come lo stabilimento sia stato definito strategico a livello nazionale attraverso norme specifiche che hanno sottratto alla Regione molte competenze in materia industriale e ambientale. Una scelta che, negli anni, ha imposto priorità produttive anche a fronte di impianti insicuri, come dimostrato dal tragico incidente che costò la vita ad Alessandro Morricella.
Decarbonizzazione come strada obbligata
Emiliano ha sottolineato che il passaggio a tecnologie di produzione più sostenibili non è più rinviabile.
L’introduzione nel 2028 della tassazione europea sulle emissioni di CO2, insieme ai costi ormai proibitivi dei forni a ciclo integrale, rende la decarbonizzazione l’unica prospettiva realistica.
La Regione Puglia non ha posto alcun vincolo sul metodo di approvvigionamento del gas necessario ai nuovi impianti, ribadendo che questo tema non deve essere utilizzato per ostacolare la ristrutturazione.
Taranto polo strategico della nuova siderurgia europea
Con quattro forni DRI, Taranto potrebbe diventare uno dei centri siderurgici più competitivi d’Europa, contribuendo al rilancio industriale del Paese e del Mezzogiorno.
Secondo Emiliano, il sito può assumere un ruolo strategico nel contesto della trasformazione tecnologica in corso nel settore dell’acciaio, rafforzando la capacità produttiva italiana in uno scenario europeo sempre più competitivo.
Il presidente ha quindi chiesto che il Governo convochi al più presto un incontro istituzionale con il sindaco di Taranto, il presidente della Provincia e il presidente della Regione, per definire un percorso condiviso e garantire il necessario impegno pubblico.

