Questa mattina il sindaco di Bari Vito Leccese ha portato i saluti della città in occasione della cerimonia inaugurale del nuovo anno accademico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, svoltasi nel Teatro comunale Niccolò Piccinni.
Nel suo intervento il sindaco ha espresso l’emozione di partecipare alla cerimonia indossando la fascia tricolore, ricordando il profondo legame personale con l’Ateneo barese: luogo in cui si sono conosciuti i suoi genitori, dove ha studiato e lavorato, e che ha rappresentato una parte significativa della sua formazione umana e professionale.
Leccese ha richiamato le radici storiche dell’Università, nata anche grazie alla visione di Gaetano Salvemini, che immaginava per Bari un ateneo con una prospettiva adriatica “per esportare idee e cultura”, e ha citato Tommaso Fiore per descrivere la portata dell’impresa che portò alla nascita di una delle più prestigiose istituzioni accademiche del Mezzogiorno.
Nel corso dell’intervento è stato sottolineato il ruolo svolto dall’Università nella formazione della classe dirigente del Paese in un periodo storico delicato, segnato dall’uscita dalla dittatura e dalla guerra e dall’avvio del percorso democratico. Il sindaco ha inoltre evidenziato il valore del lavoro quotidiano di docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo, spesso lontano dai riflettori ma determinante per il futuro di intere generazioni.
Un passaggio centrale del discorso ha riguardato la necessità di rafforzare la collaborazione tra Comune e Università, con l’obiettivo di trasformare Bari da città “con” le università a città universitaria e della conoscenza, capace di mettere a sistema competenze, ricerca e politiche pubbliche per affrontare le sfide urbane e sociali.
Richiamando l’esibizione di Musica in Gioco diretta dal maestro Andrea Gargiulo, il sindaco ha evocato l’immagine di percorsi diversi che si uniscono in un’unica armonia, simbolo di una città che cresce quando ciascuno mette il proprio talento al servizio della comunità.
In conclusione, Leccese ha ricordato il dialogo avviato con il rettore Bellotti per rilanciare un accordo strategico volto a ridurre le distanze, fisiche e sociali, tra centro e periferie, promuovendo pari accesso a servizi e opportunità e una più profonda integrazione tra ricerca e amministrazione.

