Presentato a Roma il documento strategico del MIT. La rete aeroportuale pugliese è l’unica nel Paese ad aver già attuato il modello di integrazione richiesto dall’Europa.
ROMA / BARI – Una visione lunga dieci anni che mette al centro innovazione, sostenibilità e digitalizzazione. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha illustrato oggi a Roma il Nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035. Il documento ridisegna il futuro del volo in Italia, ponendo la Puglia in una posizione di assoluta avanguardia: è infatti l’unica regione italiana ad aver già costituito un “network” integrato in linea con le direttive UE.
Il primato della “Rete Puglia”
Il Piano assume il “Modello Puglia” come riferimento per l’evoluzione nazionale, che passerà dalla frammentazione attuale alla creazione di 13 sistemi integrati. La capacità della Puglia di mettere a sistema i propri scali — cooperando su intermodalità e tecnologie avanzate — è stata ufficialmente riconosciuta come il percorso virtuoso da seguire su scala nazionale.
Le novità per gli scali pugliesi
Il Piano assegna funzioni specifiche e strategiche a ogni aeroporto della regione:
- Bari (Karol Wojtyła): Confermato scalo di rilevanza internazionale. Si consolida come porta strategica del Mezzogiorno nel Mediterraneo per flussi passeggeri, economia e turismo.
- Foggia (Gino Lisa): Riconosciuto ufficialmente come aeroporto di interesse nazionale, recuperando un ruolo centrale rispetto alla pianificazione del 2015.
- Grottaglie (Marcello Arlotta): Scalo nazionale di riferimento per il settore Cargo e, soprattutto, designato come primo spazioporto nazionale per le operazioni di accesso allo spazio e la ricerca aerospaziale.
- Brindisi (Aeroporto del Salento): Centro di eccellenza per la digitalizzazione, con lo sviluppo delle torri digitali e dei sistemi di controllo remoto del traffico aereo.
Il commento di Antonio Maria Vasile
Il Presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, intervenuto a Roma, ha espresso profondo orgoglio:
«Essere l’unica rete aeroportuale italiana riconosciuta come modello nazionale certifica la validità di una scelta fatta anni fa. Abbiamo superato la visione frammentata degli scali per costruire un sistema capace di affrontare le sfide del futuro. Questo Piano non è solo programmazione, ma la prova che la direzione intrapresa dalla Puglia era quella giusta. Continueremo a lavorare per accelerare l’innovazione e la transizione ecologica, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione 2050».
Il nuovo assetto permetterà alla Puglia di rafforzare la propria competitività internazionale, integrando il trasporto aereo con i processi di digitalizzazione e le nuove economie ad alto contenuto tecnologico, come l’aerospazio.

