La Procura di Bari indaga su un presunto sistema di bancarotta fraudolenta che coinvolgerebbe 14 persone. Sotto la lente della Guardia di Finanza le operazioni finanziarie di cinque società della storica famiglia di costruttori.
BARI – Un nuovo terremoto giudiziario scuote il panorama imprenditoriale barese. La Procura di Bari ha avanzato la richiesta di arresto per Salvatore Matarrese, esponente della storica famiglia di costruttori, nell’ambito di un’articolata inchiesta su presunti episodi di bancarotta fraudolenta legati al gruppo Imco.
L’indagine, coordinata dal PM Lanfranco Marazia e condotta dai militari della Guardia di Finanza, vede coinvolte complessivamente 14 persone, accusate a vario titolo di aver dissipato o sottratto risorse patrimoniali a danno dei creditori.
Il cuore dell’inchiesta: cinque società nel mirino
Al centro degli accertamenti ci sono le manovre finanziarie relative a cinque società del perimetro Imco. Gli investigatori contestano diverse fattispecie di reato:
- Bancarotta patrimoniale e societaria: presunte operazioni di distrazione di beni.
- Bancarotta preferenziale: pagamenti effettuati a favore di alcuni creditori a discapito di altri.
- Atti dolosi: operazioni gestionali finalizzate a provocare o aggravare il dissesto economico.
Contestualmente alla richiesta delle misure cautelari, sono stati eseguiti sequestri preventivi di quote societarie per un valore complessivo di oltre 7,3 milioni di euro.
Coinvolti nomi storici dell’imprenditoria barese
Tra i 14 indagati figura anche il nome di Antonio Matarrese, già presidente della FIGC e della Lega Calcio, nonché parlamentare della Repubblica. La famiglia Matarrese, pilastro del settore delle costruzioni in Puglia per oltre mezzo secolo, si trova nuovamente ad affrontare un iter giudiziario che mira a ricostruire i movimenti di capitale tra le varie holding del gruppo durante la fase di crisi.
Prossimi passi giudiziari
La documentazione raccolta dalle Fiamme Gialle negli ultimi mesi, composta da faldoni contabili e riscontri bancari, è ora al vaglio degli inquirenti. La richiesta di misura cautelare presentata per Salvatore Matarrese dovrà essere esaminata dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), a cui spetta l’ultima parola sulla necessità della restrizione della libertà personale in attesa del processo.
L’inchiesta punta a definire con precisione le responsabilità individuali in quello che viene ipotizzato come un piano di svuotamento patrimoniale sistematico, avvenuto mentre le società del gruppo scivolavano verso il dissesto finanziario.

