Studenti a bordo di “Pazza Idea 4” per una sfida tra innovazione e sport. Il professor Foglia: “Un ponte tra aula e settore nautico”.

BARI – Il Politecnico di Bari ha solcato le acque dell’Adriatico partecipando alla celebre Regata Est 105 con un equipaggio d’eccezione: un team composto interamente da studenti dell’Ateneo a bordo di Pazza Idea 4. L’iniziativa non è stata solo una competizione sportiva, ma un vero e proprio laboratorio formativo a cielo aperto, capace di unire la teoria ingegneristica alla pratica della navigazione d’altura.
Formazione e Sport: un binomio vincente

Il progetto è stato guidato dal professor Massimo Foglia, docente di Ingegneria Meccanica, da sempre impegnato nel promuovere percorsi interdisciplinari che integrino studio e attività agonistica. Secondo la visione dell’Ateneo, lo sport rappresenta una dimensione complementare alla crescita professionale, utile a sviluppare competenze trasversali come il problem solving, la gestione dello stress e il lavoro di squadra.
Verso nuovi percorsi didattici nella nautica

La partecipazione alla regata ha riacceso il dibattito sulla necessità di potenziare l’offerta formativa nel settore nautico. L’obiettivo è strutturare corsi specialistici dedicati a:
- Progettazione velica avanzata;
- Fluidodinamica dei foils;
- Motori elettrici per applicazioni marine.
Un orientamento sostenuto con forza anche dal mondo produttivo. Paolo Semeraro, fondatore di Neo Yachts, ha sottolineato l’importanza di trasferire ai giovani ingegneri il know-how delle aziende locali d’eccellenza, evitando la fuga di talenti verso università estere specializzate.
I risultati sportivi
Sul piano agonistico, l’equipaggio di “Pazza Idea 4” ha dimostrato grande determinazione, portando a casa risultati di tutto rispetto in una competizione internazionale di alto livello:
- 7° posto nella categoria CDL ORC;
- 9° posto in Line Honours.
Formare i professionisti del futuro
L’esperienza alla Est 105 conferma la volontà del Politecnico di Bari di investire in esperienze concrete e interdisciplinari. Portare gli studenti fuori dalle aule significa prepararli ad affrontare le sfide tecnologiche e professionali del futuro, trasformando le competenze tecniche in soluzioni applicabili nel mondo reale, dal cantiere nautico alla gestione di sistemi complessi.

