Politecnico di Bari apre il dialogo con le aree interne: a Bovino la prima conferenza pubblica del progetto PolInternE

Si è svolta il 9 marzo, nella sala consiliare del Comune di Bovino, la prima conferenza pubblica del progetto Politecnico di Bari “PolInternE – Orientiamoci insieme verso il futuro delle Aree Interne”. L’iniziativa ha segnato un momento importante nel percorso di dialogo tra l’ateneo pugliese, le istituzioni e le comunità dei territori dell’Appennino Dauno.

All’incontro ha partecipato anche l’assessora all’Urbanistica della Regione Puglia Marina Leuzzi, insieme a rappresentanti istituzionali, studenti, operatori economici e cittadini. La conferenza ha trasformato la sala consiliare in un vero e proprio laboratorio di confronto sul futuro delle aree interne, con l’obiettivo di individuare nuove strategie di sviluppo per i territori più marginali della regione.

L’appuntamento rappresenta il punto di arrivo di un lavoro preparatorio avviato nei mesi scorsi dal Politecnico di Bari, che ha coinvolto istituzioni locali, scuole e realtà del territorio dell’Appennino Dauno. L’obiettivo del progetto non è quello di chiudere un percorso, ma di avviare un confronto stabile e partecipato che possa proseguire nel tempo attraverso nuovi incontri e momenti di approfondimento.

«Come Regione abbiamo dato un segnale politico chiaro: le aree interne non sono luoghi marginali, ma spazi ricchi di opportunità da porre al centro delle politiche di sviluppo», ha dichiarato l’assessora Marina Leuzzi. «Questo vale per i Monti Dauni, per le aree interne del Salento e per ogni parte della Puglia meno visibile ma non meno preziosa».

Secondo l’assessora, il tema delle aree interne si intreccia anche con le politiche urbanistiche e abitative. Da un lato, infatti, cresce l’emergenza abitativa nelle grandi città; dall’altro, nei piccoli centri si registra l’abbandono di una parte significativa del patrimonio edilizio. Una dinamica che richiede strategie capaci di mettere in relazione domanda e offerta di abitazione, favorendo il ripopolamento dei borghi e alleggerendo la pressione urbana, anche in relazione ai fenomeni legati all’overtourism.

La giornata di lavori ha visto alternarsi saluti istituzionali, presentazioni tematiche, momenti di confronto e laboratori di co-progettazione. Il programma si è concluso con un momento conviviale che ha favorito il dialogo informale tra i partecipanti.

Il progetto PolInternE nasce dalla consapevolezza che il dibattito sulle aree interne italiane – circa due milioni di abitanti distribuiti in oltre mille comuni – si trovi oggi di fronte a una fase cruciale. Da un lato c’è chi considera inevitabile il declino di questi territori; dall’altro emergono proposte di sviluppo spesso basate esclusivamente sul turismo o su processi di trasformazione che rischiano di non coinvolgere realmente le comunità locali.

Il Politecnico di Bari propone invece un approccio differente: non portare soluzioni preconfezionate, ma costruire un processo condiviso in cui università, istituzioni, scuole e cittadini possano contribuire insieme alla definizione di nuove traiettorie di sviluppo per i territori dell’entroterra pugliese. Un modello che punta a valorizzare le specificità locali e a mettere in dialogo il sapere accademico con le esigenze e le potenzialità delle comunità.

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