Domenica 23 novembre (dalle 7 alle 23) e lunedì 24 novembre (dalle 7 alle 15) i cittadini pugliesi saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente della Regione e il Consiglio regionale. Nelle stesse date si voterà anche in Veneto e in Campania. In Puglia, tuttavia, la campagna elettorale è stata particolarmente vivace, soprattutto all’interno del centrosinistra, che governa la regione da vent’anni.
I candidati alla presidenza
Antonio Decaro – Centrosinistra e Movimento 5 Stelle
Ex sindaco di Bari ed europarlamentare del Partito Democratico, è sostenuto da un’ampia coalizione composta da PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e tre liste civiche. La sua candidatura è stata al centro di un lungo confronto interno, soprattutto dopo la richiesta – poi superata – che Michele Emiliano e Nichi Vendola non si ricandidassero al consiglio regionale.
Il programma del candidato è articolato in cinque aree tematiche che includono ambiente, sanità e PNRR. Tra le proposte principali figurano maggiori investimenti per la transizione ecologica e la nazionalizzazione dell’ex Ilva.
Luigi Lobuono – Centrodestra
Imprenditore ed ex presidente della Fiera del Levante, è sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. La sua candidatura è stata scelta dopo la rinuncia di Mauro D’Attis (FI).
Pur non avendo ancora pubblicato un programma ufficiale, ha dichiarato di voler puntare sul potenziamento delle infrastrutture e su interventi concreti per i cittadini.
Ada Donno – Puglia Pacifista Popolare (Potere al Popolo e PCI)
Propone un salario minimo regionale, un piano per l’edilizia pubblica e la revisione delle autorizzazioni alle basi militari presenti in regione.
Sabino Mangano – Alleanza Civica per la Puglia
Ex consigliere del Movimento 5 Stelle a Bari, è sostenuto da movimenti civici. Il suo programma include la lotta alla corruzione, la chiusura dell’ex Ilva e il rafforzamento dei trasporti regionali.
Come si colloca questa competizione nella storia politica pugliese
Dal 1995 il centrosinistra ha vinto quattro volte, il centrodestra due. Le ultime due tornate elettorali (2015 e 2020) sono state vinte da Michele Emiliano.
Nel 2020, la somma dei voti di centrosinistra e Movimento 5 Stelle – allora in competizione separata – avrebbe superato il 50% in tutte le province. Questo dato, unito ai vent’anni di amministrazione del centrosinistra, rende la sfida complessa per il centrodestra, che ha scelto un candidato civico proprio per cercare di ampliare il consenso.
Partecipazione al voto e affluenza
L’affluenza alle elezioni regionali pugliesi è in calo da decenni: tra 1995 e 2020 si registra una diminuzione di circa venti punti percentuali.
Nel 2020 ha votato il 56,4% degli aventi diritto, in aumento rispetto al 51,2% del 2015, complice la contemporanea consultazione referendaria sul taglio dei parlamentari.
Le regole del voto
Gli elettori pugliesi sono suddivisi in sei circoscrizioni provinciali. È possibile:
- votare solo il candidato presidente;
- votare solo una lista, attribuendo automaticamente il voto anche al candidato presidente collegato;
- esprimere il voto disgiunto, scegliendo un presidente e una lista non collegata;
- esprimere uno o due voti di preferenza, nel rispetto dell’alternanza di genere.
L’esito delle elezioni determinerà non solo il nuovo governo regionale, ma anche gli equilibri politici di una regione che negli ultimi anni ha avuto un ruolo centrale nel panorama nazionale.

