Le coste pugliesi tornano al centro dell’attenzione per episodi di grave illegalità. L’ultima vicenda scoperta riguarda un’indagine della Guardia Costiera che ha portato al sequestro preventivo di un ingente complesso immobiliare di circa 175.000 metri quadrati situato a nord di Polignano a Mare. Il complesso, realizzato senza i titoli edilizi e paesaggistici necessari, sarebbe sorto su un’area originariamente destinata a piazzole per camper, trasformata di fatto in un villaggio residenziale abusivo completo di impianti fognari, elettrici, idrici, aree comuni, infrastrutture sportive e persino un impianto di depurazione autonomo.
L’operazione, avviata nell’estate del 2022, ha individuato 395 indagati, ritenuti responsabili di lottizzazione abusiva, e ha portato al sequestro di beni per circa 80 milioni di euro. L’area in questione ricade nel Parco Regionale di Costa Ripagnola, zona soggetta a vincoli paesaggistici stringenti.
Denuncia di Legambiente Puglia
«Questa inchiesta conferma, ancora una volta, la scarsa attenzione e il mancato rispetto per il nostro patrimonio costiero», affermano Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia, e Francesco Simone, presidente del Circolo Legambiente di Polignano. «Da anni siamo impegnati nella denuncia pubblica di questi abusi e continueremo a farlo, mettendoci la faccia, per difendere la legalità e il territorio».
Il dossier Mare Monstrum 2025 fotografa una situazione allarmante:
- La Puglia si colloca seconda a livello nazionale per reati di cemento illegale, con 1.219 illeciti (11,8% del totale nazionale), particolarmente lungo la costa ionica (località come Nardò, Gallipoli, Bari)
- È terza per inquinamento marino, con 936 reati accertati relativi a scarichi abusivi, impianti di depurazione inesistenti o inefficienti
- Occupano il secondo posto anche i reati di pesca di frodo, con 567 infrazioni registrate
Legambiente richiama con forza la necessità di una risposta decisa da parte delle istituzioni: “Serve vigilanza, controlli più rigidi e un impegno concreto per fermare il saccheggio del territorio”.
Il contesto ambientale e istituzionale
La Puglia, con la sua estesa linea costiera, è regione particolarmente sensibile agli impatti ambientali. Gli abusi edilizi non solo compromettono il paesaggio e gli ecosistemi, ma indeboliscono anche la credibilità delle politiche di tutela ambientale. Le aree costiere vincolate paesaggisticamente e le zone protette devono essere presidiate da norme efficaci e applicate con rigore.
Legambiente invita le autorità competenti a compiere indagini rapide e trasparenti, e a promuovere un modello di sviluppo costiero compatibile con la bellezza e l’identità del territorio.

