Emiliano querela per diffamazione l’assessore di Lavello autore di gravi insulti contro la Puglia

BARI – Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha depositato querela per diffamazione nei confronti di Antonio Pettorruso, assessore comunale di Lavello (PZ), per una serie di dichiarazioni ritenute gravemente offensive nei confronti della regione e dei suoi cittadini.

L’episodio ha avuto origine alla fine di giugno, quando Pettorruso – avvocato 55enne, ex attivista del Movimento 5 Stelle – ha fatto circolare per le strade un camion-vela con messaggi contenenti espressioni come: «La Puglia? Un cesso. I pugliesi dovrebbero iniziare a lavarsi». Un’iniziativa che ha immediatamente suscitato indignazione e condanna sia in Basilicata che in Puglia.

La querela non è stata presentata da Emiliano a titolo personale, ma in qualità di presidente della Regione, a tutela dell’immagine istituzionale della Puglia. La decisione di procedere legalmente è stata approvata all’unanimità dalla Giunta regionale, attraverso una delibera dell’11 settembre. L’atto è stato formalizzato dall’avvocato Enrico Dellino, in rappresentanza dell’Avvocatura regionale.

Le dichiarazioni offensive di Pettorruso non si sono limitate al camion-vela. Diversi contenuti diffamatori sono apparsi anche sui social, tra cui frasi come: «Foggia, Orta Nova, Mattinata, Manfredonia e ora Trinitapoli sciolte per mafia. Fanno prima a sciogliere la Puglia» oppure «Le strade della Puglia sono discariche a cielo aperto». Altri post, poi rimossi, contenevano affermazioni inaccettabili sul sistema scolastico e sulla disciplina familiare.

Ora sarà la Procura di Potenza a valutare la sussistenza degli elementi necessari per procedere nell’ambito del procedimento penale.

Il presidente Emiliano ha più volte in passato promosso azioni legali per difendere la reputazione della Regione Puglia da attacchi ritenuti lesivi, ma questo caso si distingue per la natura pubblica e deliberata dell’azione e per il contenuto particolarmente sprezzante rivolto all’intera comunità pugliese.

L’obiettivo dell’iniziativa giudiziaria, ha fatto sapere la Regione, è quello di difendere la dignità del territorio e dei cittadini, contrastando forme di comunicazione basate su linguaggi offensivi e privi di fondamento.

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