Si è tenuta questa mattina, sabato 28 giugno, presso la sala ex tesoreria del Comune di Bari, l’iniziativa dal titolo “L’ordine del giorno: Bari abbraccia Gaza”, promossa dalle associazioni La Giusta Causa e Convochiamoci per Bari.
Un incontro pubblico partecipato e sentito, che ha visto la sala gremita di cittadini e cittadine, interessati ad approfondire il drammatico scenario internazionale e il significato dell’impegno civile e politico in questo contesto.
Una riflessione collettiva tra politica, diritti e informazione
All’evento sono intervenuti Michele Laforgia, consigliere comunale di Bari e già candidato sindaco, la giornalista e scrittrice Paola Caridi, la docente e attivista Giovanna Iacovone e la giornalista Marilù Mastrogiovanni, moderati da rappresentanti delle associazioni organizzatrici.
Un confronto aperto su temi urgenti come la guerra in Medio Oriente, il ruolo della politica locale e nazionale, il dovere della solidarietà, la responsabilità collettiva e l’importanza dell’informazione indipendente.
Laforgia: “Non è il momento del ritiro, ma dell’impegno”
Durante il suo intervento, Michele Laforgia ha ribadito la necessità di un impegno attivo e coerente:
“Pur avendoci pensato, dopo cinquant’anni non lascerò la politica attiva. Bisogna dare spazio a chi ha la metà o un terzo dei miei anni, ma non è il momento di ritirarsi a vita privata. È il momento dell’impegno, della volontà, della responsabilità.”
E ha aggiunto:
“Non possiamo restare silenti e indifferenti davanti a quello che sta accadendo nel mondo, anche a poca distanza da noi: chi tace è complice, chi resta indifferente è corresponsabile, chi non agisce ora è destinato a diventare vittima domani.”
Laforgia ha infine dichiarato con fermezza:
“Alle prossime elezioni regionali non sosterrò e non voterò alcun candidato o candidata che non si esprima esplicitamente contro il genocidio di Gaza, contro la guerra e contro il riarmo.”
L’iniziativa si inserisce in un percorso di sensibilizzazione e mobilitazione cittadina su temi di giustizia, pace e diritti umani, e conferma la volontà di una parte della società barese di non restare in silenzio davanti alle tragedie internazionali.

