Bari Pride, la famiglia di Ambra Dentamaro prende le distanze dall’uso del suo nome

I familiari di Ambra Dentamaro, donna trans uccisa a Bari nel 2018, contestano l’utilizzo della sua figura come madrina onoraria del Bari Pride e ne negano l’autorizzazione.

La posizione della famiglia su Ambra Dentamaro e il Bari Pride

I genitori e i familiari di Ambra Dentamaro, donna trans uccisa a Bari nel 2018, hanno preso formalmente le distanze dal Bari Pride previsto per sabato 13 giugno, contestando l’utilizzo del suo nome e della sua immagine nell’ambito della manifestazione.

In una nota, la famiglia ha precisato di “non essere coinvolta” nell’iniziativa e di non aver autorizzato attività, comunicazioni, eventi o eventuali raccolte fondi legate alla figura di Ambra Dentamaro in occasione del Pride barese, che quest’anno si svolgerà nel capoluogo pugliese con lo slogan in dialetto “Da ddo ama partì”.

Il ricordo e le parole dei familiari

“Ricordare Ambra e raccontarne la storia è un dovere di memoria”, si legge nella nota dei familiari, che tuttavia sottolineano come ciò non debba tradursi in un utilizzo della sua immagine o in una trasformazione della sua vicenda in un simbolo funzionale a iniziative esterne.

Secondo i genitori, l’uso del nome della giovane rischierebbe di ridurre “una vita, una sofferenza e una tragedia familiare a uno strumento di rappresentazione pubblica”, ribadendo la necessità di distinguere tra memoria e appropriazione simbolica.

Le critiche e la richiesta di rispetto della memoria

La famiglia si dice inoltre amareggiata dal fatto che il nome di Ambra Dentamaro venga richiamato in questo contesto, sottolineando come, negli anni successivi alla sua morte, l’attenzione sulla sua vicenda sarebbe stata limitata.

“Durante la sua vita e nei lunghi anni successivi alla sua morte, in pochi si sono realmente interessati alla sua storia”, si legge ancora nella nota, che richiama anche la mancata definizione giudiziaria completa della vicenda.

I familiari concludono ribadendo che “nessuno può sostituirsi ad Ambra nel decidere come debba essere ricordata”, chiedendo che la sua memoria venga rispettata senza utilizzi non condivisi o interpretazioni considerate strumentali.

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