“Andiamo a Scuola: Bari per la sostenibilità”: i risultati del progetto che ha trasformato 200 bambini in piccoli guardiani del riciclo

Un percorso formativo ed educativo che unisce la sensibilizzazione ambientale dei più piccoli all’analisi scientifica dei comportamenti familiari. Mercoledì 3 giugno, dalle ore 16:00 alle 18:00, la sala ex Tesoreria del Palazzo di Città ospiterà l’evento pubblico di presentazione del leaflet di restituzione del progetto sperimentale “Andiamo a Scuola: Bari per la sostenibilità”.

L’iniziativa è stata ideata dall’associazione culturale Everything is Connected in collaborazione con il WWF (all’interno della Consulta comunale per l’Ambiente), condivisa con gli assessorati al Clima, Transizione ecologica e Ambiente e alla Conoscenza, e sostenuta dal Comune di Bari. All’incontro interverranno, oltre ai promotori, gli assessori comunali Vito Lacoppola (Conoscenza) ed Elda Perlino (Clima, Transizione ecologica e Ambiente).

Il laboratorio “Piccoli Guardiani del Riciclo” e il ruolo del WWF

Il progetto è nato con l’obiettivo di educare i bambini e le bambine delle scuole dell’infanzia cittadine alla riduzione dei rifiuti e alle buone pratiche del riciclo, stimolando stili di vita più sostenibili. Il percorso ha coinvolto circa 200 alunni degli istituti scolastici baresi Regina Margherita, Principessa Jolanda, Vittorio Veneto, Ferranini, Speranza, Il Glicine bianco, Manzari-Buonvino e Saverio Lioce.

Attraverso la storia fantastica di Riciclopolis, i piccoli partecipanti hanno imparato a riconoscere i colori e i materiali della raccolta differenziata, mettendosi alla prova con un laboratorio pratico di riciclo della carta.

“È stato evidenziato il vantaggio diretto del riciclo, nello specifico della carta, per gli ambienti naturali — spiega Maria Panza, referente per l’educazione ambientale WWF Puglia —: più si ricicla, meno materie prime vengono prelevate dagli ecosistemi, garantendo al contempo la loro funzionalità e, nel caso della carta, la riduzione dell’abbattimento di alberi”.

La misurazione scientifica dell’impatto ambientale con la “Citizen Science”

L’elemento centrale e più innovativo del progetto è stato l’approccio basato sulla citizen science (la scienza partecipativa), che ha visto il coinvolgimento diretto dei genitori nella raccolta e nell’analisi dei dati insieme ai ricercatori. Alle famiglie sono stati somministrati due questionari: uno prima dell’avvio del percorso scolastico e uno a distanza di un mese dalla sua conclusione.

Attraverso l’applicazione di specifici coefficienti scientifici basati sui dati nazionali ISPRA, il team di ricerca di Everything is Connected ha elaborato un’analisi dettagliata strutturata su tre livelli distinti:

  • Analisi quantitativa: Calcolo dello scarto tra i due questionari rispetto a categorie specifiche come lo spreco alimentare, la gestione di giocattoli e abbigliamento, l’accuratezza della raccolta differenziata e l’uso della plastica monouso.
  • Analisi qualitativa: Valutazione dei cambiamenti di attitudine, dell’aumento della consapevolezza nei bambini e del livello di coinvolgimento attivo dell’intero nucleo familiare.
  • Stima dell’impatto ambientale: Conversione delle abitudini quotidiane modificate in indicatori ambientali concreti, calcolando i chilogrammi di $\text{CO}_2$ equivalente ($\text{CO}_2\text{e}$) risparmiati complessivamente dalla comunità.

Questo monitoraggio ha permesso di misurare il reale impatto generato dal cambio di abitudini delle famiglie coinvolte, dimostrando l’efficacia dell’educazione dei bambini come veicolo di trasformazione per gli adulti. Come osservato da Paula Barbeito Morandeira, responsabile del programma di citizen science di Everything is Connected, il progetto ha funzionato prima di tutto come un potente amplificatore della comunicazione intergenerazionale all’interno delle mura domestiche.

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