“Essere oceano”: al Molo Sant’Antonio nasce il programma culturale del Museo del Mare di Bari

Domani la presentazione ufficiale presso il cantiere del MuMaB. Un percorso di partecipazione collettiva, tra maggio e dicembre, per ridefinire il rapporto tra la città e l’Adriatico.

BARI – Il futuro Museo del Mare di Bari (MuMaB) non sarà solo un’opera architettonica, ma un processo partecipativo che coinvolgerà l’intera cittadinanza. Domani, mercoledì 6 maggio, alle ore 11.30, il cantiere del Molo Sant’Antonio ospiterà la presentazione di “Essere oceano – pratiche di partecipazione more-than-human”.

Il cantiere come spazio creativo

Il programma culturale, che accompagnerà i lavori del museo da maggio fino a dicembre 2026, mira a trasformare il cantiere fisico in uno spazio di immaginazione e co-progettazione. L’obiettivo è far emergere l’identità e la funzione del nascente MuMaB, generando una nuova consapevolezza sul legame profondo che unisce Bari al suo mare.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Bari in collaborazione con Rossi Restauri. La direzione artistica e culturale è affidata a Francesco Maggiore, con la curatela di Maria Teresa Salvati. Il progetto è stato ideato da Fondazione Dioguardi, Cantiere-Evento ed Everything is Connected, avvalendosi della collaborazione di Biblioteche Senza Frontiere Italia (BSF) e iAC–innovActionCult.

Gli interventi

Alla presentazione interverrà il sindaco di Bari, Vito Leccese, insieme a una folta delegazione istituzionale e tecnica:

  • Paola Romano (assessora alle Culture) e Domenico Scaramuzzi (assessore alla Cura del territorio).
  • Angela Rossi (Rossi Restauri), il progettista Luigi Sylos Labini, il RUP Gaetano Murgolo e la direttrice dei lavori Rossana Racioppi.
  • I referenti dei partner culturali: Francesco Maggiore (Fondazione Dioguardi), Maria Teresa Salvati (Everything is Connected), Maria Giulia Voltini (iAC–innovActionCult) e Alessandra Magnacca (Biblioteche Senza Frontiere Italia – progetto SEA BEYOND Ideas Box).

Con “Essere oceano”, il Molo Sant’Antonio si candida a diventare il fulcro di una riflessione collettiva sul futuro dell’identità marittima barese.

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