Diga di Occhito, sessant’anni dall’inaugurazione: focus su sicurezza idrica tra Molise e Puglia

A sessant’anni dall’apertura della diga di Occhito, istituzioni e comunità si incontrano a Carlantino. L’infrastruttura torna centrale nel dibattito sulla sicurezza idrica tra Puglia e Molise.


Il sessantesimo anniversario della diga di Occhito

A sessant’anni dalla sua inaugurazione, la diga di Occhito torna al centro dell’attenzione istituzionale e territoriale. L’infrastruttura, situata tra Molise e Puglia, rappresenta ancora oggi un elemento decisivo per la gestione delle risorse idriche e per l’equilibrio del sistema agricolo e civile della Capitanata.

L’anniversario è stato celebrato ieri sera a Carlantino, dove si sono svolte iniziative pubbliche dedicate alla ricorrenza della messa in funzione dell’opera, inaugurata il 7 maggio 1966 dopo quasi un decennio di lavori iniziati nel 1957. All’evento ha preso parte l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, insieme a rappresentanti istituzionali e associazioni locali.

Tra i momenti della serata anche il contributo di Luigi De Nicola, 93 anni, autore di centinaia di fotografie realizzate durante la costruzione dell’invaso oltre sessantacinque anni fa. Una selezione degli scatti è stata esposta in una mostra allestita per l’occasione.


Diga di Occhito e sicurezza idrica nel Mezzogiorno

Le iniziative sono state promosse dall’amministrazione comunale di Carlantino, guidata dal sindaco Graziano Coscia, con la delegata alla Cultura Daniela Cafano, insieme all’associazione Archeotrekking Occhito e al Consorzio di Bonifica della Capitanata.

Nel corso dell’incontro è stato ricordato il ruolo che l’infrastruttura ha avuto nello sviluppo del territorio. “La diga di Occhito – ha dichiarato Raffaele Piemontese – rappresenta una delle opere pubbliche più importanti realizzate nel Mezzogiorno nel secondo dopoguerra: un’infrastruttura che ha contribuito a modernizzare la Puglia, garantendo acqua per l’agricoltura e per gli usi civili, ma che ha anche segnato profondamente la vita delle comunità locali”.

Il bacino artificiale occupa circa 1.300 ettari e si sviluppa per una lunghezza di circa dodici chilometri, interessando il territorio di nove comuni tra Puglia e Molise. Nel corso degli anni ha inciso profondamente sul paesaggio e sulle dinamiche sociali delle comunità che si affacciano sull’invaso.


Progetti e cooperazione tra Molise e Puglia

Nel dibattito è emersa anche la necessità di rafforzare la collaborazione tra le aree che condividono il lago artificiale. “Per questo è importante oggi lavorare non solo sugli aspetti infrastrutturali, ma anche sulla ricucitura dei rapporti tra le comunità che condividono questo grande lago artificiale: strumenti come un contratto di lago possono rappresentare una chiave utile per rafforzare la cooperazione tra Molise e Puglia”, ha aggiunto Raffaele Piemontese, richiamando la proposta avanzata da Gianfranco Paolucci, sindaco di Macchia Valfortore e presidente di ANCI Molise.

Durante l’incontro l’assessore ha ricordato anche il progetto di interconnessione tra gli schemi idrici del Biferno e del Fortore, con il collegamento tra la diga molisana di Ponte Liscione e il nodo idrico pugliese di Finocchito, connesso al sistema di Occhito. “Si tratta di un intervento – ha spiegato Raffaele Piemontese – che consentirebbe di non lasciare più scorrere inutilizzata verso il mare una parte dell’acqua che oggi il Molise non riesce a trattenere nell’invaso del Liscione, trasferendone fino a circa 60 milioni di metri cubi all’anno verso la Puglia: risorse preziose per l’uso potabile e per liberare maggiore disponibilità di acqua della diga di Occhito a favore dell’agricoltura della Capitanata”.

L’assessore ha inoltre ricordato la posizione espressa dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che ha indicato l’interconnessione come uno dei possibili elementi di cooperazione istituzionale tra Puglia e Molise, con l’obiettivo di sostenere anche il fabbisogno irriguo delle Piane di Larino, in provincia di Campobasso. L’investimento complessivo per progettazione e lavori è stimato in circa 158 milioni di euro.

“Nel coraggio, nell’intraprendenza e nell’efficienza con cui in meno di dieci anni fu realizzata la diga di Occhito – ha concluso Raffaele Piemontese – dobbiamo ritrovare oggi lo stesso spirito per costruire opere capaci di rafforzare la sicurezza idrica e di appartenere pienamente alle comunità molisane e pugliesi”.

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