Torre Guaceto, al via il monitoraggio degli habitat marini per sostenere l’ampliamento dell’Area Marina Protetta

Conclusi i rilievi nei fondali da parte di Greenpeace Italia e dell’Università di Genova: focus su Posidonia oceanica e coralligeno

Brindisi, 8 ottobre 2025 – Si sono conclusi nei giorni scorsi i monitoraggi scientifici nei fondali dell’Area Marina Protetta (AMP) di Torre Guaceto, condotti da Greenpeace Italia insieme ai partner del DISTAV – Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova. Le immersioni hanno interessato due aree oggetto di una proposta di nuova zonizzazione, con l’obiettivo di valutare lo stato di salute della Posidonia oceanica e del coralligeno, due habitat fondamentali per la biodiversità del Mar Mediterraneo.

L’intervento rientra nel progetto AMPower, promosso da Greenpeace in collaborazione con Blue Marine Foundation per supportare l’ampliamento delle aree marine protette italiane, migliorare la gestione dei siti della rete Natura 2000 e tutelare gli ecosistemi marini. Il progetto mira a contribuire alla protezione del 30% dei mari italiani entro il 2030, con almeno il 10% soggetto a misure di protezione rigorose.


I risultati del monitoraggio

“I rilievi condotti a Torre Guaceto – ha dichiarato la prof.ssa Monica Montefalcone, ecologa marina del DISTAV – hanno mostrato la presenza di praterie di Posidonia estese, dense e in buona salute, nonostante in alcune aree si osservino specie sostitutive come l’alga aliena Caulerpa cylindracea. Anche le formazioni coralligene si presentano ben strutturate, con alti livelli di biodiversità. È fondamentale sviluppare strategie di gestione mirate per conservarle.”

Secondo Valentina Di Miccoli, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia, “le immersioni confermano l’importanza della gestione a lungo termine e dell’efficace regolamentazione messa in atto nell’AMP di Torre Guaceto. Le nuove zonizzazioni sono fondamentali per rafforzare le misure di tutela e applicare regole efficaci nelle aree a maggiore valore ecologico”.


Il ruolo delle comunità locali

Un aspetto centrale del progetto è il coinvolgimento delle comunità locali. Greenpeace ha raccolto le testimonianze dei pescatori della zona, che evidenziano i benefici concreti dell’istituzione dell’AMP: pescato più abbondante e di qualità superiore, con ricadute positive sul reddito. Inizialmente scettici, oggi gli stessi pescatori chiedono l’ampliamento dell’area protetta.

“Il nostro lavoro di tutela prosegue dal 2000 – ha spiegato Alessandro Ciccolella, direttore dell’AMP Torre Guaceto – e i monitoraggi condotti confermano i risultati raggiunti. Oggi lavoriamo con il Ministero dell’Ambiente per ottenere l’ampliamento del perimetro e la creazione di una nuova zona A (riserva integrale) e una nuova zona B (attività a basso impatto). Un traguardo importante per la salvaguardia degli habitat marini e della biodiversità”.


Prospettive future

Il progetto AMPower prevede anche una serie di incontri territoriali, per favorire il confronto tra enti, comunità locali, pescatori e stakeholder, con l’obiettivo di sviluppare una governance condivisa per la protezione del mare e raggiungere gli obiettivi europei di conservazione.


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