Origini, evoluzioni e significati del simbolo cittadino
Lo stemma della città di Bari rappresenta molto più di un emblema grafico: è il simbolo della sua storia millenaria, del suo spirito identitario e del profondo legame tra la comunità e le sue radici culturali e religiose.
Le prime tracce: il “Barinon”
L’origine dello stemma barese risale all’antichità, precisamente al III secolo a.C., con l’emissione dell’antica moneta denominata “nummo barino” o Barinon, sulla quale era incisa una prora di nave accompagnata da un amorino con arco e un delfino. Questo simbolo navale rappresentava la vocazione marittima della città e fungeva da primo elemento identificativo di Bari.
L’uso araldico medievale
In Europa, l’adozione di stemmi da parte di città, casate e stati prese piede a partire dall’XI secolo, soprattutto in concomitanza con le Crociate. Anche Bari seguì questa tradizione, come riporta Padre Antonio Beatillo nella sua “Historia di Bari” pubblicata nel 1637. Secondo lo storico, Bari possedeva già uno stemma durante l’Emirato Saraceno (847-871), anche se evidenze archeologiche suggeriscono l’uso di simboli identificativi ben prima di tale periodo.
I colori bianco e rosso: fede e coraggio
Il primo vero stemma araldico della città era costituito da uno scudo diviso verticalmente in due campi:
- Bianco, a simboleggiare lo zelo religioso e la purezza della fede
- Rosso, a rappresentare il sangue che i cittadini erano disposti a versare in difesa del Cristianesimo.
Questi colori erano indossati dai guerrieri baresi che partirono per la Prima Crociata, rendendo Bari uno dei principali porti di imbarco dell’armata guidata da Boemondo d’Altavilla.
L’aggiunta di San Nicola
Nel corso del tempo, il simbolo cittadino fu arricchito con l’effige di San Nicola, Patrono della città. In questa forma, lo stemma rimase in uso fino alla fine del XIX secolo, comparendo anche nel Libro Rosso dei privilegi della Università di Bari, accompagnato dalla sigla S.N.P.P., acronimo di Sanctus Nicolaus Pater Patrie o Princeps Patronus.
Cambiamenti e dibattiti tra XIX e XX secolo
Nel XIX secolo, le carte comunali iniziarono a riportare il Barinon come stemma, rimuovendo temporaneamente la figura del Santo. Tale modifica generò forti proteste e un acceso dibattito, che portò alla convocazione di consigli comunali il 4 maggio 1873 e il 23 gennaio 1920, durante i quali furono nominate apposite commissioni di studio. Tuttavia, non si giunse a una decisione definitiva fino al decreto dell’8 maggio 1935, che sancì formalmente lo stemma ufficiale della città.
Lo stemma ufficiale dal 1935 a oggi
Con il decreto del 1935, lo stemma della Città di Bari fu registrato nel Libro Araldico degli Enti Morali con le seguenti caratteristiche:
- Scudo diviso verticalmente:
→ Lato destro (araldicamente sinistro): argento (bianco)
→ Lato sinistro (araldicamente destro): rosso - Ornamenti esterni:
→ Corona turrita da città
→ Fronda di alloro a destra e quercia a sinistra, annodate con nastro tricolore
Durante il periodo fascista, il capo dello scudo fu temporaneamente occupato dal fascio littorio, rimosso al termine della Seconda guerra mondiale in seguito alla caduta del regime.
Lo stemma attuale
Oggi Bari adotta con orgoglio uno stemma costituito da:
- Scudo sannitico diviso verticalmente
- Colori: bianco a sinistra, rosso a destra
- Corona da città sulla sommità
- Fronde di alloro e quercia legate in basso da un nastro tricolore
Un simbolo semplice e potente, che rappresenta la fede, la storia, la resilienza e l’identità collettiva della città.
Fonti:
- Michele Gravina, studi su Historia di Bari di Antonio Beatillo (1637)
- Schede storiche della città di Bari
- Archivio storico comunale
Immagini suggerite per la pubblicazione:
- Barinon inciso sulla scrivania del sindaco (fine ‘800)
- Stemma con San Nicola (XIX secolo)
- Moneta antica Barinon
- Stemma attuale del Comune di Bari

