BARI – L’Arco Basso, nel cuore di Bari Vecchia, è oggi una delle mete più frequentate dai visitatori provenienti da tutto il mondo. Il celebre vicolo delle orecchiette richiama ogni giorno centinaia di turisti attratti dalla tradizione della pasta fatta a mano e dall’autenticità di uno dei luoghi simbolo del capoluogo pugliese.
Tra i banchi delle massaie, però, la comunicazione con i visitatori stranieri avviene spesso attraverso gesti, sorrisi e spontaneità. Le barriere linguistiche non sembrano rappresentare un ostacolo agli acquisti, contribuendo anzi a rendere l’esperienza ancora più caratteristica e autentica.
Ma oltre l’immagine turistica e folkloristica del quartiere, Bari Vecchia custodisce storie che affondano le radici in uno dei periodi più difficili della sua storia.
Proprio all’Arco Basso, durante una conversazione con un anziano residente, è emersa una testimonianza che riporta agli anni della Seconda Guerra Mondiale. Alla domanda se conoscesse l’inglese, l’uomo ha risposto senza esitazione: «Io sono nato inglese».
Un’affermazione che racchiude una vicenda personale legata agli anni compresi tra il 1943 e il 1945, quando Bari era occupata dalle truppe alleate impegnate nella liberazione del Mezzogiorno. In quel contesto storico, segnato dalla guerra, dalla povertà e dall’assenza di molti uomini impegnati al fronte, si crearono rapporti tra soldati britannici e donne baresi. Da alcune di quelle relazioni nacquero bambini che portarono con sé una doppia identità e il segno di una stagione complessa della storia cittadina.
«Mia madre fu ingravidata da un soldato inglese che ci doveva salvare dai tedeschi», racconta il residente, offrendo uno spaccato umano che restituisce la realtà di una Bari segnata dalle difficoltà ma anche dai profondi cambiamenti sociali provocati dal conflitto.
La testimonianza riaccende l’attenzione sul valore storico e culturale di Bari Vecchia, oggi sempre più proiettata verso il turismo internazionale. Una trasformazione che pone nuove sfide per il futuro del quartiere, dalla valorizzazione delle tradizioni locali al miglioramento dei servizi destinati ai visitatori.
Tra le proposte avanzate da residenti e operatori vi è quella di investire maggiormente nella formazione linguistica delle artigiane delle orecchiette e nel rafforzamento dei controlli a tutela della qualità e della sicurezza alimentare. L’obiettivo è coniugare l’autenticità che rende unico il quartiere con le esigenze di una città che accoglie ogni anno un numero crescente di turisti provenienti dall’estero.
Tra memoria storica, tradizioni popolari e nuove opportunità di sviluppo, Bari Vecchia continua così a raccontare una storia che va ben oltre il turismo, custodendo testimonianze capaci di restituire il volto più autentico della città.

