PugliaPromozione, nuovo sequestro da 1,4 milioni nell’inchiesta sui compensi contestati

Prosegue l’inchiesta della Procura di Bari sulle presunte irregolarità nella gestione delle retribuzioni all’interno di PugliaPromozione, l’agenzia regionale per il turismo. La Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo del valore complessivo di 1,4 milioni di euro, disposto dal gip Antonella Cafagna. Il provvedimento, che rappresenta il quarto sequestro disposto nell’ambito della medesima attività investigativa coordinata dal pubblico ministero Baldo Pisani, colpisce tre persone indagate, a vario titolo, per l’ipotesi di peculato.

Al centro dell’indagine stipendi e rimborsi all’ex DG

Al centro degli accertamenti condotti dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria figura la posizione dell’ex direttore generale Matteo Minchillo, deceduto dopo il pensionamento avvenuto nel 2023. Secondo l’ipotesi degli inquirenti, sviluppata attraverso l’analisi minuziosa di documentazione contabile e movimenti bancari, tra il 2017 e il 2023 l’ex manager avrebbe percepito somme ritenute non dovute, tra stipendi, rimborsi spese e ulteriori compensi accessori, per un importo complessivo superiore a 1,3 milioni di euro.

Gli investigatori ritengono che una parte consistente di questi compensi contestati sia stata corrisposta tra il 2020 e il 2021, biennio in cui gli importi liquidati avrebbero registrato un incremento ritenuto anomalo. Il meccanismo ipotizzato dall’accusa si basava sul ruolo di rilievo ricoperto da Minchillo, il quale, in virtù del proprio ruolo e dell’accesso diretto alle procedure amministrative e ai conti dell’ente, avrebbe avuto la facoltà di autorizzare e far inserire nei cedolini voci stipendiali prive di reale giustificazione.

Chiusura indagini per 13 persone: coinvolti i vertici dell’agenzia

Contestualmente all’esecuzione del sequestro, la Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a tredici persone, tra cui figurano anche alcuni familiari dell’ex direttore generale. Il registro degli indagati include figure chiave dell’amministrazione interna ed esterni, come l’ex responsabile dell’ufficio paghe dell’agenzia Vito Mastrorosa, il suo successore alla guida del medesimo ufficio Nicola Lattarulo e l’attuale direttore generale di PugliaPromozione, Luca Scandale.

Le contestazioni si muovono su differenti archi temporali e responsabilità individuali. Per Mastrorosa e Lattarulo gli addebiti si concentrano sulle attività di materiale elaborazione dei cedolini all’interno dell’ufficio paghe, mentre la posizione dell’attuale dg Luca Scandale fa riferimento a verifiche su pagamenti erogati in un periodo successivo al 2022.

Con la notifica dell’atto di chiusura indagini, le persone coinvolte avranno ora a disposizione i tempi tecnici previsti dalla legge per presentare memorie difensive, produrre documenti o richiedere di essere interrogate dai magistrati prima delle eventuali determinazioni sulla richiesta di rinvio a giudizio. Alcuni dei principali indagati, tra cui Nicola Lattarulo e lo stesso Luca Scandale, hanno già respinto formalmente ogni addebito, dichiarandosi del tutto estranei alle condotte contestate.

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