Blitz in acque internazionali contro la “Global Sumud Flotilla”: sequestrata la barese Simona Losito. Oggi presidio a Bari

Intercettate le imbarcazioni civili dirette a Gaza con aiuti umanitari. Diffida legale dei familiari al Ministero degli Affari Esteri. Nel deserto il convoglio via terra con i volontari Sara Suriano e Domenico Centrone.

BARI – Sale la tensione internazionale attorno alla “Global Sumud Flotilla”, la missione umanitaria civile partita per portare aiuti alla popolazione della striscia di Gaza. Quasi tutte le imbarcazioni della flotta sono state intercettate e sequestrate dalle forze navali israeliane (IOF) in acque internazionali.

A bordo delle navi viaggiavano 461 volontari provenienti da 45 Paesi differenti, impegnati nel trasporto di beni di prima necessità, cibo, medicinali e latte artificiale. Secondo le prime testimonianze giunte nelle ultime ore, alcune imbarcazioni sarebbero state raggiunte da colpi d’arma da fuoco durante le operazioni di abbordaggio. Molti attivisti risultano attualmente trattenuti dalle autorità israeliane senza che siano note le loro condizioni o il luogo di detenzione.

Coinvolti tre attivisti pugliesi: scatta la diffida diplomatica

Tra le persone a bordo delle unità navali sequestrate c’è anche la barese Simona Losito, imbarcata nella missione via mare. Nel frattempo, prosegue con forti difficoltà il percorso del convoglio internazionale via terra diretto verso il valico di Rafah, all’interno del quale viaggiano altri due volontari pugliesi: Sara Suriano (di Andria) e Domenico Centrone (di Molfetta). Il convoglio terrestre, composto da oltre trenta mezzi tra cui quindici ambulanze, container di presidi medici e case mobili, si trova attualmente bloccato nel deserto in condizioni precarietà, con razionamento dell’acqua e comunicazioni limitate.

A fronte della gravità della situazione, i legali dei partecipanti italiani hanno inviato una formale diffida urgente al Ministero degli Affari Esteri (MAECI) e alle rappresentanze diplomatiche competenti. L’atto legale intima alle autorità italiane di:

  • Ottenere l’immediata localizzazione e la verifica delle condizioni di salute degli attivisti italiani trattenuti.
  • Garantire pieno accesso all’assistenza consolare e legale.
  • Attivare i canali diplomatici per il rientro in sicurezza dei cittadini coinvolti.
  • Verificare la legittimità internazionale delle operazioni compiute contro imbarcazioni battenti bandiera italiana o riconducibili a cittadini italiani.

I legali hanno denunciato una “grave violazione dei diritti fondamentali della persona”, richiamando i principi della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e il diritto internazionale sulla libertà di navigazione e sulla protezione del personale umanitario.

La protesta: oggi presidio in Piazza Prefettura a Bari

Gli organizzatori della mobilitazione ricordano come già due settimane fa fossero state intercettate 22 imbarcazioni al largo della Grecia con il fermo di 181 volontari, e denunciano il silenzio e l’inazione dei governi occidentali nel garantire corridoi umanitari sicuri e nel far rispettare il diritto internazionale.

Per accendere i riflettori sulla sorte dei volontari e chiedere un intervento immediato del Governo italiano, le associazioni e i comitati locali hanno indetto per la giornata di oggi, 19 maggio, un presidio urgente a Bari in Piazza Prefettura, ribattezzata per l’occasione “Piazza Gaza”.

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