Mentre Bari festeggia il suo Patrono, la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla riprende il mare dopo l’assalto israeliano di aprile. In viaggio anche un convoglio via terra con attivisti di Andria e Molfetta.
BARI – Proprio nel giorno in cui Bari celebra San Nicola, Santo dell’accoglienza e protettore dei naviganti, arriva un segnale di speranza e determinazione dal Mediterraneo. All’alba di questa mattina, la Global Sumud Flotilla è ripartita per proseguire la sua missione umanitaria verso la Striscia di Gaza.
La rinascita della Holy Blue
Tra le 33 imbarcazioni che hanno lasciato il porto di Creta per ricongiungersi alla Freedom Flotilla, spicca la Holy Blue (ribattezzata “Zeineddin”). È l’unica barca sopravvissuta all’assalto e ai danneggiamenti compiuti dai militari israeliani nella notte tra il 29 e il 30 aprile. Ed è proprio l’imbarcazione partita da Bari lo scorso 7 aprile, che vede a bordo il nostro concittadino Antonio “Tony” La Piccirella. La flotta, a cui si è unita anche la nave Open Arms, è ora diretta verso la Turchia.
Il convoglio via terra: da Andria e Molfetta verso Rafah
Non solo mare. Ieri è partito anche il Land Convoy, una carovana terrestre che attraverserà il Nord Africa (Mauritania, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto) per tentare di forzare l’isolamento di Gaza attraverso il valico di Rafah. Decine di camion trasportano medicinali, materiale didattico e caravan per la ricostruzione. Nella delegazione italiana sono presenti altri due attivisti pugliesi del coordinamento Global Sumud Flotilla: Sara Suriano di Andria e Domenico Centrone di Molfetta.
Denunce di torture e detenzioni arbitrarie
La missione prosegue nonostante un clima di estrema tensione. Preoccupano le sorti di Thiago Ávila e Saif Abukeshek, ancora detenuti nel carcere israeliano di Ashkelon. Secondo le denunce degli attivisti e delle Nazioni Unite, i due sarebbero stati sottoposti a trattamenti inumani e torture.
- Saif Abukeshek, nonostante i passaporti spagnolo e svedese, è in sciopero della fame e della sete da tre giorni.
- Al momento del sequestro, entrambi si trovavano su una barca battente bandiera italiana, circostanza che, secondo il coordinamento, dovrebbe obbligare il nostro Paese alla protezione diplomatica, finora non concessa.
Bari resta in presidio
Mentre la “Zeineddin” fende le onde, a Bari la mobilitazione non si ferma. Continua il presidio permanente in Piazza San Ferdinando e proseguono le iniziative della Global Sumud Flotilla Puglia: assemblee, convegni e momenti di informazione per mantenere alta l’attenzione sul massacro in corso e sull’assedio di Gaza.
«Non ci fermeremo finché Gaza sarà sotto assedio e finché chi porta solidarietà verrà trattato come un criminale», dichiarano gli attivisti.

