AssoParchi interviene alla conferenza nazionale di Firenze: le strutture investono fino a 1,5 milioni di euro l’anno per l’inclusione. Richiesto un Protocollo nazionale e il riconoscimento degli oneri di utilità sociale.
FIRENZE, 22 aprile 2026 – Non solo svago, ma veri e propri laboratori di inclusione. I parchi divertimento italiani si confermano pionieri del turismo accessibile, superando ampiamente gli obblighi di legge e posizionandosi sopra la media degli altri comparti turistici per quanto riguarda l’accoglienza delle persone con disabilità.
È quanto emerso dall’intervento di AssoParchi durante il convegno “Italia Insieme – Turismo Accessibile e Territorio”, svoltosi ieri alla Stazione Leopolda di Firenze alla presenza del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.
I numeri dell’inclusione
Il comparto, che conta oltre 400 strutture tra parchi tematici, acquatici e faunistici, accoglie ogni anno circa 320.000 visitatori con esigenze speciali (tra persone con disabilità e accompagnatori). Un’accoglienza che si traduce in servizi concreti:
- Ingressi gratuiti o ridotti: una prassi diffusa che non trova eguali in hotel o ristoranti.
- Supporti tecnologici: mappe sensoriali, app dedicate e segnaletica intuitiva.
- Benessere emotivo: creazione di “quiet room” e spazi di decompressione per gestire il sovraccarico sensoriale.
- Progettazione inclusiva: percorsi e aree tematiche accessibili anche a chi ha disabilità cognitive o sensoriali.
Un investimento da 1,5 milioni di euro
L’impegno economico per garantire questi standard è imponente. “I parchi a tema più importanti impegnano ogni anno circa 1,5 milioni di euro a struttura in servizi di accessibilità”, ha dichiarato Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi. “Si tratta di oneri di utilità sociale che meritano un riconoscimento istituzionale e un sostegno normativo ed economico dedicato”.
Nonostante i limiti tecnici imposti dai produttori delle attrazioni più adrenaliniche per ragioni di sicurezza, l’industria del divertimento sta investendo massicciamente per rendere l’esperienza ludica fruibile dalla più ampia platea possibile.
Le richieste al Governo
AssoParchi ha delineato una strategia per il futuro, chiedendo alle istituzioni di:
- Riconoscimento formale: inserire i parchi nei piani nazionali e regionali come operatori attivi del turismo accessibile.
- Incentivi economici: prevedere contributi o crediti d’imposta per chi investe nell’abbattimento delle barriere.
- Protocollo Nazionale: avviare un tavolo di lavoro con il Ministero per le Disabilità, il Ministero del Turismo e il Terzo Settore per definire standard unificati per tutto il comparto.
“I parchi hanno sviluppato un modello virtuoso che oggi rappresenta un riferimento concreto per tutta la filiera turistica italiana”, ha concluso Crisanti, ribadendo la volontà del settore di continuare a innovare nel segno dell’ospitalità universale.

