Da anni rappresentano un punto di riferimento silenzioso ma fondamentale per centinaia di famiglie baresi. Le donne georgiane, impegnate soprattutto nell’assistenza agli anziani, sono diventate vere e proprie “angeli custodi” per molte persone fragili, grazie a un lavoro quotidiano fatto di dedizione, cura e presenza costante.
Proprio il profondo legame costruito nel tempo tra la comunità georgiana e il territorio pugliese rende ancora più incomprensibile l’aggressione subita martedì pomeriggio, in pieno centro a Bari, dal console generale della Georgia, Irakli Koiava. Un episodio isolato, sul quale farà chiarezza la magistratura, che non ha tuttavia compromesso i rapporti di vicinanza e collaborazione tra la Puglia e la Georgia.
A colpire maggiormente il diplomatico, più dell’atto violento in sé, è stata la diffusione di notizie relative a una presunta “mafia georgiana” operante sul territorio barese. Accuse che, secondo il console, non trovano riscontro in fatti accertati, indagini ufficiali o provvedimenti giudiziari. Il riferimento a ipotetiche reti criminali o a presunte figure apicali della criminalità di Tbilisi rischia, secondo Koiava, di alimentare una narrazione distorta e stereotipata dell’intera diaspora georgiana.
«La stragrande maggioranza dei cittadini georgiani residenti a Bari e in Italia è composta da persone rispettose della legge, pienamente integrate nel tessuto sociale, lavorative e contribuenti», ha ribadito il console generale, sottolineando il contributo positivo offerto quotidianamente alla comunità locale. In Puglia risiedono circa 30mila cittadini georgiani, molti dei quali impegnati in settori essenziali come l’assistenza alla persona.
Tra le storie di migrazione non mancano esempi di elevata qualificazione professionale: uomini e donne con percorsi accademici importanti che, una volta arrivati in Italia, hanno accettato lavori umili pur di ricostruirsi una vita dignitosa. Vicende di integrazione e rinascita che, secondo il diplomatico, meriterebbero maggiore attenzione.
Nel corso dell’incontro in Consolato si è discusso anche del ruolo dei media e della responsabilità dell’informazione. «La libertà di stampa è un pilastro fondamentale di ogni società democratica – ha osservato Koiava – ma comporta una grande responsabilità, soprattutto quando si affrontano temi che possono portare alla stigmatizzazione di intere comunità nazionali».
Dalla conversazione è emersa infine la volontà di rafforzare ulteriormente i rapporti tra Puglia e Georgia, non solo sul piano istituzionale ma anche attraverso lo sviluppo di scambi economici e turistici. Un percorso che punta a far conoscere meglio un Paese ricco di storia, cultura e tradizioni, dalle montagne del Caucaso alle città antiche e moderne come Tbilisi, fino a una tradizione enogastronomica millenaria.

