Il ritorno dei fedeli ortodossi a Bari per San Nicola: un pellegrinaggio senza precedenti dall’inizio della guerra

Dall’inizio della guerra in Ucraina non si era mai vista una partecipazione simile. La Basilica di San Nicola, a Bari, è tornata a riempirsi di fedeli ortodossi giunti da tutta Europa per le celebrazioni del Santo secondo il calendario giuliano. Un flusso continuo di pellegrini che, da giovedì 18 dicembre, attraversa la città vecchia e che proseguirà fino a domani sera.

Ucraini, russi, bulgari, rumeni, moldavi e georgiani si incontrano nella cripta della Basilica, luogo centrale della devozione nicolaiana. Tra loro anche molti fedeli provenienti dalle comunità dell’Est Europa stabilite in Germania, Austria e Repubblica Ceca, spesso dopo viaggi lunghi e complessi, affrontati pur di essere presenti.

Se il numero dei pellegrini russi resta inferiore rispetto al periodo precedente al conflitto, la loro presenza è comunque in aumento rispetto agli ultimi anni. Le difficoltà negli spostamenti, dovute alla mancanza di voli diretti, non hanno fermato chi ha scelto di raggiungere Bari passando per scali intermedi nel Nord Europa o a Istanbul.

Per molti, San Nicola rappresenta uno degli ultimi spazi in cui sentirsi parte di una comunità che supera le divisioni politiche. Nella cripta il via vai è costante: i fedeli entrano in silenzio, pregano e si inginocchiano davanti alle reliquie del Santo di Myra, venerando la sacra manna che trasuda dalle sue ossa e che viene raccolta ogni anno il 9 maggio.

Tra i pellegrini anche famiglie con bambini, a testimonianza di una devozione che si trasmette di generazione in generazione. Alcuni tornano a Bari dopo anni, altri vi arrivano per la prima volta, spinti dal desiderio di vivere il culto di San Nicola nel luogo che ne custodisce le reliquie.

Quest’anno hanno preso parte alle celebrazioni anche i cantori del coro giovanile della diocesi di Čerepovec, nella regione russa di Vologda, presenti sia nella Chiesa Russa sia alla messa solenne in Basilica. In programma anche un concerto aperto al pubblico, con musiche sacre e classiche russe ed europee.

Il pellegrinaggio si riflette anche nella vita della città vecchia, animata da lingue e accenti diversi. Molti fedeli si fermano nei pressi della Basilica per assaggiare prodotti tipici o acquistare specialità locali da portare con sé. Una partecipazione intensa, che non si vedeva da anni, e che restituisce a Bari il suo storico ruolo di ponte spirituale tra Oriente e Occidente.

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