La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Bari ha eseguito, nella mattinata odierna, un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore complessivo stimato in circa 35 milioni di euro. Il provvedimento è stato disposto dalla Terza Sezione Penale del Tribunale di Bari su proposta della locale Procura e riguarda due imprenditori edili operanti nel capoluogo pugliese.
Le indagini patrimoniali
Il sequestro rappresenta l’esito di un’articolata attività investigativa di natura economico-patrimoniale condotta dal Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Bari e dallo Scico. L’obiettivo degli inquirenti è stato quello di ricostruire il presunto profilo di pericolosità sociale dei destinatari del provvedimento e di individuare gli asset patrimoniali e finanziari ritenuti a loro riconducibili, nonché ai membri delle rispettive famiglie e a terzi che, secondo l’accusa, ne avrebbero schermato la disponibilità.
Secondo quanto emerso, i due imprenditori nel corso degli anni sarebbero stati coinvolti in diverse vicende giudiziarie per reati quali truffa, falso, abusivismo edilizio, corruzione e bancarotta. Molti procedimenti si sono conclusi con sentenze di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Ciò nonostante, le indagini avrebbero consentito di ipotizzare che parte delle acquisizioni immobiliari e societarie possa essere stata realizzata con proventi di presunte attività illecite o tramite il reimpiego di risorse accumulate in maniera indebita.
Il patrimonio sequestrato
Dalle verifiche effettuate sarebbe emerso, secondo l’impostazione accolta dal Tribunale, un marcato divario tra i redditi leciti dichiarati dagli indagati e dai loro familiari e l’ingente patrimonio loro riconducibile.
Tra i beni sequestrati figurano appartamenti di pregio a Cortina d’Ampezzo, Milano e Bari, oltre a due ville situate rispettivamente a Porto Rotondo e Rosa Marina. Il provvedimento riguarda anche numerosi compendi aziendali ubicati in Sardegna, Emilia-Romagna, Puglia e Roma, attività commerciali nel settore della ristorazione e diversi rapporti finanziari intestati agli imprenditori e a soggetti terzi.
Modalità di gestione e nomina dell’amministratore giudiziario
Secondo l’ipotesi accusatoria, i due fratelli avrebbero fatto ricorso a persone di fiducia per occultare la reale titolarità dei beni immobili, mobili e societari, mantenendone comunque la disponibilità effettiva.
Al termine delle operazioni di sequestro, la Guardia di Finanza procederà all’immissione in possesso dei beni in favore dell’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Bari, che sarà incaricato di gestire e preservare il patrimonio vincolato nell’ambito del procedimento in corso.

