La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha coordinato un’importante operazione che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro persone. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Bari, riconosce gravi indizi di colpevolezza per i reati di tentato omicidio premeditato e detenzione e porto illegale di arma da fuoco, entrambi aggravati dalle modalità mafiose.
Le indagini
L’inchiesta è stata sviluppata dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari attraverso attività tecniche, pedinamenti, servizi di osservazione e con il supporto delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Determinante anche la testimonianza di un militare dell’Arma che, in maniera occasionale, aveva assistito ai fatti.
Secondo gli elementi raccolti, gli indagati apparterrebbero alla compagine criminale del quartiere Carrassi, legata al clan Palermiti, attivo a Bari e provincia. Le indagini hanno permesso di ricostruire il movente e le modalità dell’agguato.
La ricostruzione dei fatti
Il grave episodio risale al 28 dicembre 2023. La vittima, mentre percorreva in moto l’intersezione tra via Timavo, via Petrera e via Montegrappa, in una zona ad alta densità di traffico e molto frequentata nel periodo natalizio, sarebbe stata raggiunta da almeno quattro colpi d’arma da fuoco esplosi da un commando composto dagli indagati. L’azione ha messo in pericolo anche numerosi passanti presenti nell’area.
Dalle attività investigative è emerso che il tentato omicidio si inserirebbe in un contesto di scontro per il controllo dei traffici illeciti nel quartiere. La vittima, approfittando della detenzione del referente locale del clan Palermiti, avrebbe tentato di espandere la propria influenza sull’area. Una condotta che, secondo l’accusa, avrebbe spinto gli indagati a organizzare l’azione armata per riaffermare il controllo del territorio.
Stato del procedimento
Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. A seguito dell’esecuzione della misura cautelare, gli arrestati saranno sottoposti all’interrogatorio di garanzia. Ogni eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata in sede di processo, nel pieno contraddittorio tra le parti.

