Ultimo giorno di campagna elettorale in Puglia, con i due principali candidati alla presidenza della Regione – Antonio Decaro per il centrosinistra e Luigi Lobuono per il centrodestra – impegnati nelle rispettive iniziative finali nel capoluogo. Due stili profondamente diversi che riflettono visioni e strategie contrapposte.
Decaro: “Lunedì spero di essere il presidente dei pugliesi”
Antonio Decaro ha scelto il Palamartino di Bari per chiudere ufficialmente la campagna. L’evento è stato aperto dalle esibizioni dei rapper pugliesi protagonisti del brano “La Puglia che spera” e dalla band Superclassifica Sciò. Confermato anche l’annuncio fatto nei giorni scorsi: nessun leader nazionale sul palco.
Accolto da un lungo applauso, Decaro ha ricordato il percorso delle ultime settimane: «È stata una campagna lunga ed entusiasmante. Ho attraversato tutta la regione, dal Capo di Leuca al Gargano». Il candidato ha ringraziato gli avversari «per il garbo e il rispetto dimostrato» e ha rivolto un appello alla partecipazione: «Andare a votare è un diritto conquistato con sacrificio. La democrazia è bellissima».
Decaro ha affrontato anche alcune polemiche della campagna: «Mi hanno accusato di essere baricentrico. Ho fatto il sindaco di Bari per dieci anni e non posso scusarmi per aver amato la mia città. Oggi però tutta la Puglia ce l’ho nel cuore».
Riguardo agli attacchi ricevuti in passato, ha aggiunto: «Un anno e mezzo fa provavano a infangare me e questa città. Mi davano del mafioso. A loro dico che invece di insultare una comunità avrebbero dovuto pensare a costruire una nuova classe dirigente».
Lobuono: “Niente feste, voglio stare tra la gente”
Luigi Lobuono ha scelto un taglio completamente diverso, con una passeggiata in via Sparano, nel centro di Bari, per incontrare direttamente cittadini e sostenitori. «Non ci sono feste o musica. Non c’è nulla da festeggiare. Ci sono persone che oggi non hanno voglia di farlo», ha dichiarato.
Il candidato del centrodestra ha parlato di una «Puglia sofferente», citando criticità in sanità, lavoro, trasporti, pressione fiscale e gestione agricola. «Oggi ho visto una lista d’attesa fissata per il 2028. È una cosa indecente», ha affermato. Lobuono ha denunciato l’aumento dei costi e la mancanza di servizi: «I nostri giovani sono costretti a partire, gli agricoltori sono senza acqua e pagano tasse per servizi non erogati. La Puglia vuole cambiare».
Critico verso le proposte degli avversari, ha commentato: «Ho sentito parlare di 30.000 euro ai giovani per comprare casa. A Bari non serve praticamente a nulla. Una casa costa almeno 250.000 euro».
Sul percorso politico ha aggiunto: «La nostra visione non guarda alle prossime elezioni, ma alla Puglia dei prossimi anni. Una Puglia più serena, più sicura, capace di dare servizi agli anziani e opportunità ai giovani».
Due modi diversi di chiudere, un’unica sfida davanti agli elettori
Se Decaro ha scelto un evento partecipato e musicale, ribadendo il legame con la comunità, Lobuono ha optato per una chiusura sobria, concentrata sull’ascolto dei cittadini e sulla denuncia dei problemi regionali.
Dopo settimane di confronto, ora la parola passa ai pugliesi, chiamati a scegliere il nuovo presidente della Regione.

