Il rettore uscente Stefano Bronzini lascia l’incarico all’Università di Bari, tracciando il bilancio del suo mandato e annunciando nuove prospettive per le sedi territoriali.
Il saluto di Bronzini
Da domani Stefano Bronzini tornerà al suo ruolo di docente di letteratura inglese e teoria dei generi letterari, lasciando ufficialmente la carica di rettore. In una conferenza stampa, Bronzini ha ringraziato colleghi, studenti e personale amministrativo, ricordando anche il cameraman Francesco Saccente, scomparso il 17 agosto: «Aspettavamo il Bari in A e ci eravamo ripromessi di andarlo a vedere assieme allo stadio», ha detto con commozione.
I risultati raggiunti
Il mandato di Bronzini, dal 2019 a oggi, ha attraversato momenti difficili come la pandemia da Covid ma anche traguardi significativi: iscrizioni arrivate a 41mila studenti, incremento del 10,4% del personale tecnico-amministrativo con 911 nuove assunzioni, crescita delle progressioni di carriera e aumento della presenza femminile dal 38% al 40%. Importante l’attività di ricerca, con progetti per 6,5 milioni di euro e 18 iniziative Pnrr per un totale di 139 milioni. Le borse di dottorato sono passate da 39 a 256, con un incremento del 150%. Sul fronte edilizio, annunciati il nuovo blocco aule del Policlinico e una sala conferenze da 500 posti.
Le prospettive future
Nel suo discorso, Bronzini ha richiamato i valori fondanti dell’Ateneo: responsabilità, autonomia, apertura e dialogo con il territorio. Ha ricordato l’espansione delle sedi di Taranto – con 13 corsi e il rafforzamento del polo di Medicina e Chirurgia – e i progetti di collaborazione con Brindisi, il Politecnico, l’Università di Lecce, quella di Foggia e la Lum di Casamassima. «Oggi possiamo dire che una parte consistente degli obiettivi è stata raggiunta anche se molto resta da fare», ha dichiarato. Rivolgendosi al successore Roberto Bellotti, ha infine consigliato di «non prendere nulla come emergenza, di riflettere con calma e di guardare il più lontano possibile».

