Distributore di benzina a Bari senza certificato antincendio: scontro legale tra gestore e Kuwait Petroleum

Bari, Corso Alcide De Gasperi 374 – Prosegue la controversia legale tra il gestore e Kuwait Petroleum per la restituzione del distributore di benzina, con annessi bar e autofficina, situato in corso Alcide De Gasperi a Bari. Il contratto di gestione, scaduto a maggio 2025, non è stato rinnovato e la multinazionale petrolifera ha intimato lo sfratto al concessionario, che però si rifiuta di lasciare l’immobile.

Revoca del certificato antincendio e implicazioni di sicurezza

Elemento cruciale della vicenda è la revoca, da parte del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, del certificato di conformità antincendio dell’impianto, comunicata lo scorso 10 settembre a Kuwait Petroleum, alla Prefettura e al Comune di Bari. La revoca è stata disposta in seguito alla comunicazione di Kuwait Petroleum circa l’intenzione di smantellare l’impianto e rinunciare al titolo abilitativo per l’esercizio dell’attività.

Nella nota ufficiale si legge che, qualora l’impianto fosse ancora in esercizio, si ordina la cessazione immediata dell’attività, lo svuotamento dei serbatoi di carburante e la bonifica dell’area. Nonostante ciò, il distributore risultava ancora operativo, seppur con il logo della multinazionale coperto da teli neri.

La battaglia legale

Il gestore, assistito dall’avvocato Francesco Ranieri, si oppone alla riconsegna dell’immobile, sostenendo di poter gestire ancora il carburante residuo e contestando le modalità dello sfratto. Kuwait Petroleum, difesa dagli avvocati Ugo Patroni Griffi, Maurizio Rossi e Daniela d’Andrea, ha richiesto al tribunale la nomina di un custode giudiziario per garantire la tutela dei beni presenti nella stazione di servizio, e sollecita un intervento urgente per motivi di sicurezza.

Il rischio sicurezza e i prossimi sviluppi

La mancanza del certificato antincendio in un impianto che vende materiali infiammabili rappresenta un grave rischio per la sicurezza pubblica. È atteso un intervento risolutivo da parte dell’autorità giudiziaria per porre fine alla situazione di stallo e garantire la chiusura e bonifica dell’impianto.

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