DOLORE CRONICO E PANCREATITE: CON LA CANNABIS TERAPEUTICA TORNA A VIVEREIl caso clinico, curato dall’ASL di Bari, pubblicato su rivista scientifica internazionale

BARI, 11 agosto 2025 – Dopo oltre vent’anni di ricoveri, interventi chirurgici e terapie inefficaci, una paziente di 54 anni affetta da pancreatite cronica recidivante è tornata a condurre una vita normale grazie a un trattamento a base di cannabis terapeutica.

Il caso, il primo in Italia relativo a questo approccio terapeutico in pazienti con pancreatite cronica e dolore cronico severo refrattario, è stato descritto in un articolo pubblicato sulla rivista Journal of Cannabis Research. Lo studio porta la firma del dottor Felice Spaccavento, Direttore dell’UOC Cure Palliative dell’ASL di Bari, in collaborazione con il professor Silvio Tafuri dell’Università degli Studi di Bari.

Per 24 anni la donna ha vissuto con forti dolori addominali, perdita del ciclo mestruale e drastico calo di peso fino a 36 chili, senza mai ottenere benefici duraturi dai farmaci tradizionali. Neppure l’impianto di un’endoprotesi, poi rimossa a causa di un’infezione, aveva migliorato la sua condizione.

La svolta è arrivata presso uno degli ambulatori di Terapia del Dolore dell’ASL Bari, dove le è stata prescritta una terapia con olio di cannabis ricco in CBD (cannabidiolo). “In pochi giorni il dolore è scomparso completamente”, spiega il dottor Spaccavento. “Nel follow-up di 16 mesi non si sono verificati episodi acuti e la paziente ha recuperato peso, appetito, sonno e ciclo mestruale regolare, sospendendo tutti gli altri farmaci”.

La pancreatite acuta è un’infiammazione improvvisa del pancreas che può portare a gravi complicazioni e, nelle forme croniche, a dolore persistente di difficile gestione. Il caso pubblicato dimostra che la cannabis terapeutica, priva di effetti collaterali significativi, può rappresentare una valida alternativa nei pazienti selezionati.

“La cannabis medica non è una panacea – conclude Spaccavento – ma in casi selezionati può cambiare radicalmente la vita. Servono ora studi clinici più ampi per confermare questi risultati”.

Il report contribuisce a rafforzare l’interesse scientifico per l’uso dei cannabinoidi nel trattamento del dolore cronico severo e resistente, una condizione che riguarda migliaia di persone in Italia.

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