Bari, 11 luglio 2025 – Undici immobili liberati in pochi mesi, oltre 150 già gestiti dal Comune: Bari rafforza il proprio impegno nella restituzione alla comunità dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Un’azione concreta e coordinata, guidata dalla Prefettura di Bari in collaborazione con istituzioni locali e forze dell’ordine, che mira a riaffermare legalità e giustizia sociale sul territorio.
L’ultimo intervento nel cuore della città vecchia
L’operazione più recente risale al 9 luglio, nel centro storico di Bari, in via Tancredi, a pochi passi dalla Cattedrale. Tre appartamenti confiscati e occupati abusivamente da soggetti ritenuti vicini al clan Capriati sono stati sgomberati. Gli immobili tornano ora nella piena disponibilità dell’amministrazione comunale, che li destinerà a finalità sociali.
Il prefetto Russo: “Legalità come bene collettivo”
Il prefetto di Bari Francesco Russo ha tracciato il bilancio dell’attività:
“Negli ultimi mesi abbiamo liberato 11 immobili confiscati, ancora occupati abusivamente. Non ci fermeremo: questa azione prosegue anche in altri comuni dell’area metropolitana. Vogliamo restituire al patrimonio pubblico spazi strategici per il territorio”.
L’intervento rientra in un piano più ampio, discusso in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, che prevede ulteriori operazioni nei prossimi mesi.
Un modello virtuoso di gestione dei beni confiscati
Il Comune di Bari, ha ricordato l’assessore alla Legalità Nicola Grasso, gestisce oggi quasi 150 beni confiscati ed è parte attiva della rete nazionale ANCI per la valorizzazione di questi immobili. Tra i progetti in corso, anche la partecipazione a un bando regionale per il recupero di un bene sul lungomare IX Maggio.
Secondo il generale Pasquale Russo, comandante provinciale della Guardia di Finanza,
“Il valore stimato dei beni confiscati nel solo borgo antico supera il milione di euro. Ma il valore reale è ben più alto: è quello del riscatto sociale e della rinascita urbana.”
Interventi pianificati e coordinati
Il questore di Bari, Massimo Gambino, ha sottolineato la complessità delle operazioni:
“Non si tratta solo di eseguire sgomberi: ogni intervento è il risultato di un’attenta valutazione del contesto, soprattutto quando si ha a che fare con situazioni di fragilità, minori o persone vulnerabili.”
A ribadire la forza della collaborazione interistituzionale è il generale Gianluca Trombetti, comandante provinciale dei Carabinieri:
“Solo con una visione comune tra Stato e istituzioni locali possiamo dare segnali forti. Il borgo antico è il cuore simbolico di Bari: riaffermare qui la legalità significa proteggere l’identità stessa della città.”
“Ogni sgombero è un atto di giustizia sociale”
Il prefetto Russo ha concluso evidenziando il significato più profondo di questi interventi:
“La presenza dello Stato oggi è concreta e visibile. Ogni immobile restituito è un atto di giustizia e un segnale chiaro contro l’illegalità. C’è ancora da fare, ma siamo determinati ad andare avanti.”

