Attivisti bloccati in Libia: crescono gli appelli per la liberazione dei due pugliesi

Continuano a moltiplicarsi le iniziative e gli appelli per chiedere la liberazione di Domenico “Nico” Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia, i due attivisti italiani fermati in Libia insieme ad altri componenti del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla. Secondo le informazioni diffuse dalle reti di supporto, il gruppo si troverebbe da diversi giorni sotto il controllo delle forze libiche riconducibili al generale Khalifa Belqasim Haftar. La vicenda sta suscitando una crescente attenzione e mobilitazione sia a livello nazionale sia nei territori di provenienza dei due attivisti, con una forte apprensione in particolare a Molfetta, città d’origine di Centrone.

La mobilitazione delle famiglie e i riflettori dei media

A mantenere alta l’attenzione sul caso sono in primo luogo i familiari, supportati da numerose realtà associative e del terzo settore. Nei giorni scorsi Maria Rosaria Centrone, sorella del documentarista e docente pugliese, ha voluto sottolineare pubblicamente il carattere esclusivamente umanitario e pacifico della missione a cui il fratello stava partecipando.

Il caso è approdato anche sui media nazionali: la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?” ha dedicato un ampio spazio alla vicenda, rilanciando con forza le richieste di notizie e l’appello per un intervento urgente avanzati dai parenti e dai sostenitori di Leonarda Alberizia, insegnante in pensione originaria della Puglia ma residente da tempo in Piemonte.

Gli appelli della politica e del territorio per un intervento diplomatico

Sul fronte politico e istituzionale si registrano nelle ultime ore prese di posizione nette per sollecitare l’attivazione dei canali ufficiali della Farnesina. La deputata Chiara Appendino ha chiesto formalmente un’azione diplomatica immediata al Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, sottolineando che la situazione di pericolo in cui si trovano i dieci componenti del convoglio non può restare avvolta nel silenzio.

Alla richiesta di un intervento governativo deciso si sono unite anche importanti realtà del territorio. Tra queste, Legacoop Puglia ha espresso piena solidarietà e vicinanza ai familiari dei due corregionali, auspicando una rapida e positiva conclusione della vicenda. Parallelamente, anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha manifestato profonda preoccupazione e confermato di seguire con massima attenzione gli sviluppi diplomatici legati alla sorte di Leonarda Alberizia. I contatti tra le autorità italiane e i referenti sul campo proseguono nel tentativo di garantire l’incolumità degli attivisti e favorirne il prima possibile il rimpatrio.

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