L’operazione congiunta di Polizia e Carabinieri colpisce le giovani leve della camorra barese. Rossi e Gatti denunciano: “Il potere mafioso si sposta sui social e nei luoghi della movida”.

BARI – Una risposta ferma e tempestiva dello Stato per restituire serenità alla città in vista della festa patronale. È questo il messaggio lanciato dal procuratore di Bari, Roberto Rossi, durante la conferenza stampa seguita all’arresto di 14 esponenti dei clan Capriati e Strisciuglio. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha colpito duramente i vertici operativi dei gruppi criminali in un momento di forte tensione per la cittadinanza.
“Vivere San Nicola con tranquillità”
“Abbiamo agito in rapidità anche in vista di San Nicola”, ha dichiarato Rossi, ricalcando l’appello alla calma già espresso dal Prefetto Russo. Nonostante l’importante risultato, il Procuratore non nasconde la complessità della sfida: l’attenzione resta alta soprattutto nei confronti delle “giovani leve” che cercano visibilità e legittimazione attraverso atti di violenza eclatanti.
Il carcere non isola più: l’allarme sui cellulari
Un punto critico emerso dall’analisi della Procura riguarda l’inefficacia della detenzione come strumento di isolamento. “Oggi tutti hanno cellulari in cella e li usano per fare dirette sui social”, ha denunciato Rossi, sottolineando come la tecnologia permetta agli affiliati di rimanere connessi con il proprio mondo criminale nonostante la reclusione: “È più facile controllare chi è ai domiciliari rispetto a chi è in carcere”.
La camorra tra movida e social network
Il procuratore aggiunto e coordinatore della Dda, Giuseppe Gatti, ha descritto un mutamento profondo nella natura della criminalità barese:
- Narcotraffico e Movida: Il mercato della droga si è spostato nei luoghi del divertimento notturno, diventati centri di consolidamento della fama criminale.
- Modello Social: La violenza viene ostentata sul web come segno di riconoscimento. “C’è un legame stretto tra potere, lusso e ricchezza sbandierato online”, ha spiegato Gatti.
- Vuoto di potere: La detenzione dei vecchi boss ha creato uno spazio occupato da giovani spregiudicati, disposti a contrapposizioni violente per il controllo del territorio.
Reclutamento e disagio giovanile
La camorra moderna non è più una struttura puramente gerarchica, ma una “rete interconnessa” capace di attrarre i giovani sfruttando non solo il disagio socio-economico, ma anche quello esistenziale. La sfida per le istituzioni, dunque, non è solo repressiva ma culturale, per contrastare un modello che trasforma l’arroganza e la visibilità social in simboli di successo.

