Il Sud che cresce: dalla narrazione dell’emergenza al motore dell’innovazione

Il Sud non è un problema, è una risorsa in movimento

Per troppo tempo il Sud Italia è stato raccontato come una costante emergenza nazionale, una “questione” da affrontare con tono preoccupato, mai con visione prospettica. Come accaduto con l’antimafia, spesso l’approccio ha generato più “professionisti del problema” che soluzioni concrete. Eppure, il Mezzogiorno ha continuato a crescere, anche quando mancava l’attenzione o la fiducia. Una crescita che non si è fermata, nonostante narrazioni stanche e rassegnate.

Oggi, molti esponenti di primo piano dell’economia e dell’industria globale provengono proprio dal Sud: Antonio Filosa, nuovo amministratore delegato di Stellantis, è nato a Castellammare di Stabia e ha studiato a Ostuni; Benedetto Vigna, CEO di Ferrari, è originario di Pietrapertosa (Potenza); Alfredo Altavilla, oggi a capo delle operazioni europee del gruppo cinese BYD, è nato a Taranto. Persino il manager Luca De Meo, da poco passato da Renault alla guida del colosso del lusso Kering, ha origini familiari in Locorotondo. Il segnale è chiaro: il Mezzogiorno non è periferia, ma centro di competenze.


Bari e Puglia al centro della ripresa industriale e occupazionale

Nel panorama di rinascita meridionale, la Puglia gioca un ruolo di primo piano. La crescita non si limita a turismo e digitale: si estende al settore industriale e manifatturiero, come dimostrato dal recente sviluppo di imprese d’eccellenza. Un esempio emblematico è Farmalabor, l’azienda di Canosa di Puglia guidata da Sergio Fontana, per sei anni alla presidenza di Confindustria Bari e BAT e ora leader di Confindustria Puglia. L’impresa è diventata simbolo di innovazione e competitività, sintesi di tecnologia e creatività.

Durante la sua presidenza, Fontana ha promosso la decontribuzione per il Sud, misura che ha restituito centralità economica a molti imprenditori meridionali. A ciò si aggiunge l’impatto positivo della ZES Unica, inizialmente accolta con diffidenza, ma che ha prodotto risultati tangibili: oltre 1.000 progetti finanziati fino a 300.000 euro e circa 350 oltre il milione. A spingere questa attrattività sono stati tempi certi, semplificazioni e una gestione che ha finalmente funzionato, soprattutto in Puglia, regione seconda solo a Campania e Sicilia per progetti approvati.


La Puglia che innova: da SpaceLab a Roboze, le eccellenze che guardano al futuro

La trasformazione in atto ha un nome: “La Puglia che va”, progetto editoriale realizzato da Confindustria in collaborazione con la RAI. Una rubrica settimanale per raccontare ciò che funziona, un antidoto alla retorica del “tutto va male”. L’idea è ora quella di dare forma concreta a questo movimento con un’agenzia “Welcome to Bari”, che promuova non solo il turismo, ma un reale rapporto tra territorio, università e investitori.

Le eccellenze non mancano: lo SpaceLab di Maruggio per il turismo spaziale; Roboze, leader globale nella stampa 3D ad alta precisione; Mermec, azienda di diagnostica ferroviaria ora operativa anche in Africa; imprese di droni, aeromobili e quadri elettrici che si insediano in aree ex industriali come l’ex Calabrese di Bari. A queste si aggiungono accordi tra imprese locali e brand nazionali dell’alimentare, unendo tradizione e innovazione.

Il Sud che si muove è quello che non si rassegna. Non ignora i problemi, ma guarda avanti. E la Puglia, con il suo ecosistema produttivo, tecnologico e universitario, guida oggi un modello di sviluppo che parla di futuro, non più di attesa.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!