Al Policlinico di Bari si è svolto un importante congresso dedicato ai percorsi di cura integrati in età pediatrica, che ha visto la partecipazione di specialisti ospedalieri e universitari, pediatri di libera scelta e rappresentanti istituzionali. L’iniziativa ha avuto come obiettivo principale quello di mettere al centro il bambino e la famiglia, costruendo modelli di assistenza capaci di superare le barriere tra ospedale e territorio.
Il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce, ha sottolineato come la medicina del futuro debba concentrarsi sui percorsi di cura più che sui luoghi fisici, garantendo assistenza continua e integrata a tutti i livelli. Un’attenzione particolare è stata rivolta anche all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII, presidio di riferimento regionale, con l’obiettivo di incrementare le sinergie tra i due presidi e la rete territoriale.
Secondo i dati illustrati dal direttore sanitario Danny Sivo, negli ultimi due anni si è registrato un incremento del 33% degli accessi al pronto soccorso dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII, con oltre 30.000 prestazioni nel corso dell’ultimo anno. Il Policlinico di Bari intercetta, inoltre, oltre 3.000 urgenze pediatriche ad alta complessità, tra cui politraumi, e assicura ricoveri specialistici in ambiti come oncologia, neurochirurgia, otorinolaringoiatria e chirurgia plastica ricostruttiva.
Il prof. Nicola Laforgia, direttore del DAI Pediatrico del Policlinico–Giovanni XXIII, ha evidenziato come siano già attive diverse iniziative a supporto della rete pediatrica, tra cui:
- il trasporto neonatale d’emergenza (STEN), con circa 737 attivazioni dal 2017;
- il counselling multidisciplinare per patologie chirurgiche e cardiache fetali;
- la rete oncologica pediatrica;
- lo screening metabolico superesteso;
- esperienze di dimissione protetta e buone pratiche clinico-assistenziali;
- primi modelli di telepediatria a supporto dell’allattamento materno.
Nonostante questi risultati, il congresso ha evidenziato la necessità di un maggiore coordinamento tra le diverse iniziative, al fine di garantire percorsi assistenziali condivisi, ridurre le ospedalizzazioni inappropriate e contrastare la mobilità passiva dei pazienti verso altre regioni.
L’incontro ha rappresentato un passo importante verso una pediatria più integrata, multidisciplinare e centrata sul bambino e sulla famiglia, rafforzando la rete ospedale-territorio in Puglia.

