Il Bari non ha comunicato alcun impianto di gioco entro il primo termine fissato dalla Lega Pro, ma al momento non rischia sanzioni. La scelta del club biancorosso sposta tutta l’attenzione sulla prossima e decisiva scadenza federale.
Nelle scorse ore è infatti scaduto il termine entro il quale le società avrebbero potuto indicare lo stadio da utilizzare per la prossima stagione agonistica. La mancata trasmissione di comunicazioni da parte della società pugliese non comporterà tuttavia conseguenze disciplinari o penalizzazioni, poiché la scadenza fissata dall’organismo calcistico non aveva carattere perentorio.
La scadenza decisiva del 16 giugno
Il vero spartiacque per il futuro del club è fissato per il 16 giugno 2026. Entro questa data perentoria dovranno essere completate tutte le procedure ufficiali e necessarie all’iscrizione al prossimo campionato, inclusa l’individuazione di una struttura in possesso dei requisiti richiesti dalle normative federali.
Al momento la situazione della sede delle gare ufficiali resta in totale evoluzione: i biancorossi non hanno indicato né lo stadio San Nicola di Bari né l’ipotesi di un trasferimento temporaneo presso l’impianto di Altamura, lasciando aperte diverse soluzioni logistiche.
Il nodo San Nicola e la posizione del Comune
Sullo sfondo resta la complessa questione legata allo stadio di casa. Rimane infatti invariata la linea del sindaco di Bari, Vito Leccese, che non ha concesso l’autorizzazione necessaria all’utilizzo dell’impianto del capoluogo pugliese.
Parallelamente, l’amministrazione comunale continua a valutare l’iter legato al bando per la concessione dello stadio. Si tratta di un dossier delicato che inciderà in maniera determinante sui prossimi sviluppi legati alla gestione della struttura e sulla possibilità per la società biancorossa di usufruirne nella stagione sportiva ormai alle porte.

