Sanità in Puglia, Decaro presenta la manovra di riequilibrio: “Scelta difficile, ma salviamo il sistema”

Tagli alla politica per 107 milioni di euro e rimodulazione fiscale progressiva per sanare il disavanzo 2025. Il governatore: “Proteggiamo i redditi bassi, il Governo centrale non copre i costi reali”.

BARI – Il Presidente della Regione Puglia ha presentato questa mattina in conferenza stampa i numeri, i contenuti e gli obiettivi della manovra straordinaria di riequilibrio economico del sistema sanitario regionale riferito all’esercizio 2025. Un provvedimento definito necessario per garantire la sostenibilità del sistema e la continuità dei servizi sanitari ai cittadini, che nei prossimi giorni sarà portato al vaglio del Ministero della Salute e del MEF.

Il contesto: l’aumento dei costi e il sottofinanziamento nazionale

Il governatore ha aperto l’incontro analizzando i dati macroeconomici certificati dal Documento di finanza pubblica 2025, che evidenziano una crisi strutturale comune a tutte le regioni italiane, comprese quelle storicamente ritenute virtuose:

«La spesa sanitaria è aumentata drammaticamente in tutta Italia. A fronte di un aumento dei costi pari al 3,6%, il Governo centrale copre aumentando solo dell’1,2% il fondo sanitario nazionale. Alla Puglia è stato riconosciuto appena l’1,09%. In un momento di sacrifici, noi facciamo la nostra parte.»

Prima i tagli alla politica: risparmi per 107 milioni

Prima di procedere alla rimodulazione fiscale, la Regione ha varato un piano di spending review interna per ridurre i costi della macchina amministrativa. I tagli ammontano complessivamente a 107 milioni di euro, una cifra che include anche 30 milioni di euro derivanti dall’avanzo di amministrazione del Consiglio regionale. “Dobbiamo essere noi i primi a dare l’esempio”, ha rimarcato il presidente.

La manovra fiscale: i criteri di progressività

La restante parte del disavanzo sanitario verrà coperta attraverso una manovra sulle addizionali regionali basata su criteri di progressività ed equità sociale, strutturata secondo le seguenti fasce di reddito:

Fascia di Reddito (contribuenti)Impatto della Manovra
Fino al 30% dei pugliesi (redditi più bassi)Nessun aumento (totale tutela esenzione)
Scaglione 15.000 – 28.000 euro (40% dei contribuenti)Circa 4 euro in più al mese
Fino a 50.000 euroCirca 19 euro in più al mese
Redditi superioriContributo maggiore in base al reddito

“Metto in gioco il mio consenso, non cerco lo scontro”

Il presidente ha affrontato con fermezza il tema del costo politico della manovra, varata a ridosso delle imminenti scadenze elettorali:

«Mi sono preso la responsabilità di questa Regione e scelgo di mettere in gioco il mio consenso politico e la mia credibilità pur di portare la nave al sicuro nel porto. Non sono felice di aumentare le tasse, lo faccio con la morte nel cuore perché i cittadini sono già penalizzati dal costo della vita. Ma ho scelto di non trasformare queste stanze in un ring elettorale. Continuerò a battermi a Roma affinché il Governo riconosca alla Puglia le risorse spettanti, senza alimentare scontri.»

Il piano per l’efficienza: monitoraggio e abbattimento delle liste d’attesa

Il riequilibrio di bilancio camminerà di pari passo con una profonda riorganizzazione del sistema. Nei primi quattro mesi dell’anno sono state avviate verifiche ispettive su ogni procedura e sono stati fissati obiettivi vincolanti per i nuovi direttori generali delle ASL in materia di efficienza e riduzione dei tempi d’attesa.

I primi dati sui servizi erogati evidenziano che:

  • 174.837 persone sono già state contattate nell’ambito del piano di recupero delle liste d’attesa.
  • 93.415 prestazioni sanitarie sono state anticipate rispetto alla prenotazione originaria.

La sfida della Regione si sposta ora sul monitoraggio quotidiano della spesa per eliminare sprechi e abusi, con l’obiettivo stringente di migliorare la qualità delle prestazioni erogate sul territorio.

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