La nave da ricerca “Gaia Blu” nel Porto di Bari: gli assessori Perlino e Petruzzelli a bordo del laboratorio galleggiante del CNR

Focus sul monitoraggio del Mar Adriatico e sui cambiamenti climatici. La principale imbarcazione oceanografica italiana apre le porte alla città nell’ambito della campagna internazionale EMSO-SA.

BARI – Una vera eccellenza tecnologica ha fatto tappa nel cuore pulsante di Bari. Questa mattina, gli assessori comunali Elda Perlino (Clima, Transizione ecologica e Ambiente) e Pietro Petruzzelli (Blue Economy) sono saliti a bordo della Gaia Blu, la più imponente nave da ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

L’imbarcazione si trova nel porto di Bari per la campagna oceanografica EMSO-SA, un progetto europeo multidisciplinare dedicato all’osservazione dei fondali e della colonna d’acqua nel Sud Adriatico.

Gaia Blu: 83 metri di scienza e innovazione

Lunga quasi 83 metri, la Gaia Blu rappresenta un modello di riferimento per la Open Science. Dotata di sensori all’avanguardia per studi geologici, biologici e atmosferici, la nave raccoglie dati secondo i principi FAIR (rintracciabili e riutilizzabili), mettendoli a disposizione della comunità scientifica globale per studiare lo stato di salute degli oceani.

Durante la visita, gli assessori hanno assistito alle operazioni del “laboratorio galleggiante”, tra cui:

  • Recupero e manutenzione di strumenti ancorati a oltre mille metri di profondità.
  • Campionamento delle acque per analizzare temperatura, ossigeno e biodiversità.
  • Monitoraggio in tempo reale dei parametri chimico-fisici per contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

Le dichiarazioni delle istituzioni

L’assessora Elda Perlino ha sottolineato il valore strategico della missione:

«Il mare non è solo economia e turismo, ma il punto di riferimento fondamentale per il nostro ecosistema. Monitorarlo con questi strumenti significa affrontare con dati concreti le sfide del clima e tutelare la biodiversità per il futuro del Mediterraneo».

L’assessore Pietro Petruzzelli ha invece rimarcato il legame tra ricerca e sviluppo locale:

«Quello che accade a largo di Bari è strettamente collegato all’intero Adriatico. Queste conoscenze sono un patrimonio fondamentale per costruire politiche consapevoli orientate alla blue economy e alla transizione ecologica della nostra città».

La missione EMSO-SA

Coordinata dall’Istituto di Scienze Polari del CNR e dall’OGS di Trieste, la campagna punta a potenziare una rete di osservazione continua. Grazie a boe e piattaforme oceanografiche, i ricercatori possono costruire serie storiche affidabili, essenziali per comprendere come il Mar Mediterraneo stia reagendo al riscaldamento globale.

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