Attivisti pugliesi detenuti in Libia, prorogata di 30 giorni la permanenza in custodia

Nuovo rinvio per i due attivisti italiani Domenico Centrone e Dina Alberizia, fermati in Libia durante una missione umanitaria. Nessuna accusa sarebbe stata formalizzata.

Prorogata la detenzione di Domenico Centrone e Dina Alberizia

Si allungano i tempi della detenzione per Domenico Centrone e Dina Alberizia, i due attivisti italiani fermati in Libia il 24 maggio scorso insieme ad altri otto volontari internazionali. Il procuratore di Bengasi avrebbe disposto una proroga di ulteriori trenta giorni, motivata dalla necessità di proseguire gli accertamenti investigativi.

Secondo quanto riferito dai legali e dai rappresentanti della missione, nei confronti dei due pugliesi non sarebbe stata ancora formalizzata alcuna contestazione. La decisione arriva dopo l’annullamento dell’udienza prevista nei giorni scorsi, rinvio avvenuto senza comunicazioni preventive sulle motivazioni del provvedimento.

La missione umanitaria e il fermo in Libia

Domenico Centrone, 33 anni, originario di Molfetta, e Dina Alberizia, nata a Foggia e residente in Piemonte, partecipavano alla Global Sumud Land Convoy, iniziativa internazionale organizzata con l’obiettivo di portare aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah.

Il convoglio aveva raggiunto il territorio libico nel tentativo di ottenere l’autorizzazione al transito verso la parte orientale del Paese. Pochi giorni dopo, il fermo delle autorità locali. Gli ultimi contatti con gli attivisti risalgono alle ore precedenti all’arresto, quando il gruppo aveva segnalato controlli sui documenti e una massiccia presenza militare nell’area.

Sciopero della fame e appelli per la liberazione

A oltre due settimane dal fermo, la vicenda continua a suscitare preoccupazione. Secondo il team legale che segue il caso, i detenuti non avrebbero ancora avuto la possibilità di confrontarsi con un avvocato e la loro posizione resterebbe priva di contestazioni formali.

“Questa è una detenzione arbitraria e segreta, tecnicamente siamo vicini alla sparizione forzata”, ha dichiarato Enrica Rigo, componente del gruppo legale che assiste gli attivisti.

Nel frattempo, Domenico Centrone, Dina Alberizia e gli altri volontari coinvolti hanno avviato uno sciopero della fame e della sete per chiedere un’accelerazione nella definizione della loro posizione. Il fratello di Dina Alberizia, Giuseppe Alberizia, ha riferito: “Ha detto che il pm ha prolungato la detenzione di ulteriori trenta giorni, mi sembra che le cose si stiano un po’ ingarbugliando. Non credo si arrivasse a tanto”.

Durante una conferenza stampa alla Camera, la portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, ha comunicato che il console italiano Francesco Colombo ha incontrato i due attivisti, verificandone le condizioni di salute. Sul caso sono in corso interlocuzioni diplomatiche da parte delle autorità italiane. Nei giorni scorsi anche i genitori di Domenico Centrone, Ennio Centrone e Dorina Ruggieri, hanno rivolto un appello pubblico alle istituzioni italiane ed europee chiedendo un intervento per favorire il rientro del figlio.

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