Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha partecipato a Bologna alle celebrazioni per il 46° anniversario della strage del 2 agosto 1980. Su invito della città emiliana e dell’Associazione tra i familiari delle vittime, il primo cittadino barese ha preso parte al corteo storico e alla cerimonia istituzionale in piazza della Stazione.

La presenza della delegazione barese rinnova il profondo legame tra le due città nel ricordo di una delle ferite più gravi della storia repubblicana. Nel gravissimo attentato terroristico di matrice neofascista, che causò 85 vittime e oltre 200 feriti, persero la vita anche sette cittadini baresi: Sonia Burri, Francesco Cesare Diomede Fresa, Vito Diomede Fresa, Errica Frigerio, Patrizia Messineo, Giuseppe Patruno e Silvana Serravalli.
Le dichiarazioni del sindaco Vito Leccese
A margine della cerimonia, il sindaco Leccese ha sottolineato il valore della memoria e dell’impegno civile:
Essere oggi qui, accanto al sindaco Lepore, ai tanti sindaci arrivati da tutta Italia e soprattutto ai familiari delle vittime, significa ricordare che il dolore di Bologna appartiene all’intero Paese. Appartiene anche a Bari, che in quella strage perse sette suoi concittadini.

È il modo con cui rinnoviamo l’impegno di custodire la memoria, di difendere la verità e di tenere viva la coscienza democratica del nostro Paese. La giustizia ha accertato la matrice neofascista della strage e il sistema di depistaggi che cercò di allontanare la verità. Oggi spetta alle istituzioni fare in modo che quella verità non venga mai sbiadita dal tempo.
Il primo cittadino ha poi ricordato il valore simbolico che la città di Bologna ha sempre rivestito per la comunità pugliese:
Per generazioni di baresi Bologna è stata la città del lavoro, dell’università, delle partenze e dei ritorni. Il 2 agosto 1980 quella stazione, così familiare per tanti cittadini della nostra comunità, si trasformò nel teatro di una violenza cieca che spezzò vite e speranze.
Nel ricordare Sonia, Francesco Cesare, Vito, Errica, Patrizia, Giuseppe e Silvana ribadiamo, ogni volta, da che parte stanno le istituzioni: dalla parte della democrazia, della Costituzione e dell’antifascismo, che continuano a rappresentare il fondamento della nostra Repubblica.

